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Maglie: le cinque vie del Liceo Capece

Gli indirizzi: Classico (tradizionale o con opzione Cambridge), Scientifico (tradizionale o Cambridge), Scientifico ad Indirizzo Sportivo, Linguistico Esabac e Internazionale ad Opzione Spagnolo

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Dall’Anno Scolastico 2023-2024 il Liceo Classico Statale «F. Capece» offrirà per chi sceglierà di intraprendere il proprio percorso di studi e di vita all’interno delle sue prestigiose mura ben cinque indirizzi di studio: Liceo Classico (tradizionale o con opzione Cambridge), Scientifico (tradizionale o con opzione Cambridge), Scientifico ad Indirizzo Sportivo, Linguistico Esabac e Linguistico Internazionale ad Opzione Spagnolo.


INDIRIZZO CLASSICO: CORSO DELLA DURATA DI 5 ANNI – DIPLOMA DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE AD INDIRIZZO CLASSICO


Istituto di lunga e prestigiosa tradizione, il Liceo Classico si distingue per l’unità e coerenza del suo asse culturale, riconducibile all’impostazione storicistica dei suoi insegnamenti, al tessuto organico di conoscenze, agli strumenti critici di lettura del sapere. Questo percorso è indirizzato allo studio della civiltà classica e della cultura umanistica. Favorisce una formazione letteraria, storica e filosofica idonea a comprenderne il ruolo nello sviluppo della civiltà e della tradizione occidentale e nel mondo contemporaneo sotto un profilo simbolico, antropologico e di confronto di valori. Favorisce l’acquisizione dei metodi propri degli studi classici e umanistici all’interno di un quadro culturale che, riservando attenzione anche alle scienze matematiche, fisiche e naturali, consente di cogliere le intersezioni tra i saperi e di elaborare una visione critica della realtà. Guida lo studente ad approfondire e a sviluppare le conoscenze e le abilità e a maturare le competenze necessarie per proseguire gli studi universitari in qualunque ambito lo Studente intenda rivolgersi.


INDIRIZZO SCIENTIFICO: CORSO DELLA DURATA DI 5 ANNI – DIPLOMA DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE AD INDIRIZZO SCIENTIFICO


Ripropone il legame fecondo tra scienza e tradizione umanistica del sapere e fornisce una preparazione che si caratterizza per il ruolo fondante che assumono le discipline scientifiche con l’integrazione del sapere umanistico. Questo percorso favorisce l’acquisizione delle conoscenze e dei metodi propri della matematica, della fisica e delle scienze naturali; guida lo studente ad approfondire e a sviluppare le conoscenze e le abilità, a maturare le competenze necessarie per seguire lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica e per individuare le interazioni tra le diverse forme del sapere, assicurando la padronanza dei linguaggi, delle tecniche e delle metodologie relative, anche attraverso la pratica laboratoriale.


NOVITÀ LICEO SCIENTIFICO – SEZIONE A INDIRIZZO SPORTIVO: CORSO DELLA DURATA DI 5 ANNI – DIPLOMA DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE AD INDIRIZZO SCIENTIFICO-SPORTIVO

Il Liceo Scientifico sportivo è un’importante opportunità per coniugare una approfondita e armonica cultura, sia in ambito umanistico sia scientifico, attraverso la promozione del valore educativo dello sport. Si tratta di un modello formativo che riconosce il valore aggiunto della pratica sportiva nei processi formativi per la costruzione di competenze e di personalità dove si vuole sottolineare l’unicità del fenomeno sport in una dimensione pedagogica e culturale. Tale percorso guida lo studente a sviluppare le conoscenze e le abilità e a maturare le competenze necessarie per individuare le interazioni tra le diverse forme del sapere, l’attività motoria e sportiva e la cultura propria dello sport, assicurando la padronanza dei linguaggi, delle tecniche e delle metodologie relative.


LICEO LINGUISTICO ESABAC: CORSO  DELLA DURATA DI 5 ANNI. DIPLOMA DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE AD INDIRIZZO LINGUISTICO, CON OMOLOGAZIONE DA PARTE DELLA FRANCIA AL TITOLO DI “BACCALAUREAT”


Il percorso del liceo linguistico è indirizzato allo studio di più sistemi linguistici e culturali. Guida lo studente ad approfondire e a sviluppare le conoscenze e le abilità, a maturare le competenze necessarie per acquisire la padronanza comunicativa di tre lingue, oltre l’italiano, e per comprendere criticamente l’identità storica e culturale di tradizioni e civiltà diverse. In tale indirizzo gli studenti possono scegliere tra: una sezione di cinese come terza lingua (dal primo anno) oppure una sezione con progetto Esabac (dal terzo anno). L’indirizzo consente di conseguire due Diplomi al termine del corso di studi: quello dell’Esame di Stato italiano ed il Baccalauréat francese. Lo scopo prioritario dell’Indirizzo è quello di assicurare una formazione liceale e linguistica moderna, sostenuta da una solida formazione umanistico-scientifica, capace di rispondere positivamente alle esigenze di una società complessa.


INDIRIZZO LINGUISTICO INTERNAZIONALE AD OPZIONE SPAGNOLO: CORSO DELLA DURATA 5 ANNI – DIPLOMA DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE ADINDIRIZZO LINGUISTICO, CON OMOLOGAZIONE DA PARTE DELLA SPAGNA AL TITOLO DI “BACHILLERATO”


Tale percorso di studi nasce da una convenzione tra il governo italiano e quello spagnolo. Il titolo di studio ha un ambito di riconoscimento anche in Spagna. Garantisce competenze linguistiche e comunicative diffuse, con l’obiettivo di raggiungere la padronanza della lingua spagnola. L’Indirizzo si propone di realizzare una formazione spiccatamente rivolta alla padronanza strumentale di codici linguistici diversi; ottenere competenze che consentano l’interazione in contesti diversificati; favorire un buon livello di comprensione interculturale riguardo agli elementi più significativi delle civiltà straniere; consentire di affrontare in modo autonomo e originale le problematiche della comunicazione nelle sue varie direzioni. Ai cinque Indirizzi di studio vanno poi agganciate le possibilità offerte dai percorsi Cambridge per l’indirizzo classico e scientifico (la certificazione internazionale più conosciuta al mondo per i ragazzi dai 14 ai 16 anni). Essa è riconosciuta dalle università più prestigiose e dai datori di lavoro intutto il mondo come un passaporto internazionale per lo sviluppo e il successo formativo. Inoltre, il progetto di Biologia con curvatura biomedica che ha come obiettivo quello di fornire risposte concrete alle esigenze di orientamento post-diploma degli studenti per facilitarne le scelte sia universitarie che professionali.  E su tutto questo un’ampia scelta di corsi e attività extracurricolari che completano la già variegata offerta formativa del nostro Liceo con certificazioni linguistiche e informatiche, corsi di arte, di teatro, di filosofia, di musica, di economia, di cittadinanza attiva.


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Febbraio al MAITO di Maglie

Tra memoria industriale, gusto e comunità: un mese di eventi per raccontare l’identità del territorio. Visite guidate, laboratori per bambini, percorsi urbani, incontri letterari e degustazioni: il mese di febbraio al Museo Archeoindustriale di Terra d’Otranto si conferma come un laboratorio culturale diffuso. Nell’ambito del progetto Maglie Città del Gusto, il museo diventa crocevia di storie produttive, memoria del lavoro e partecipazione collettiva.

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Prosegue anche a febbraio il percorso di animazione culturale e valorizzazione territoriale di Maglie Città del Gusto, progetto promosso dall’Infopoint del MAITO e realizzato dall’associazione 34° Fuso APS, con il finanziamento del Fondo di Rotazione POC Puglia 2020-2027 e il sostegno del Comune di Maglie.

Un calendario articolato di iniziative gratuite (con prenotazione obbligatoria) costruisce un racconto condiviso del territorio, dove archeologia industriale, cultura del cibo e memoria collettiva dialogano in modo continuo.

Visioni: dal sogno all’impresa

Il ciclo di visite guidate Visioni: dal sogno all’impresa accompagna il pubblico alla scoperta dei luoghi simbolo della produzione magliese.

Venerdì 13 febbraio il percorso conduce dal MAITO all’ex Conceria Lamarque, edificio ottocentesco sorto su fondamenta cinquecentesche e riscoperto alla fine degli anni Novanta.

Un esempio significativo di archeologia industriale, oggi recuperato come spazio museale e culturale.

Venerdì 27 febbraio, invece, il percorso collegherà il Cappellificio Portaluri al MAITO, con una conclusione conviviale affidata ai dolci della Pasticceria Policarita.

Incanti d’Inverno: il museo a misura di bambino

Sabato 14 febbraio il MAITO aprirà le porte ai più piccoli con Il pranzo del contadino, laboratorio culinario dedicato a bambine e bambini.

Curato da Countrymama e da Marta Sacco, l’incontro propone un’esperienza sensoriale tra profumi, racconti e mani in pasta, per avvicinare i più giovani al valore del cibo e della condivisione.

Il Paese Reale: immagini, parole e suoni della fabbrica

La rassegna Il Paese Reale, ideata da Osvaldo Piliego, indaga l’immaginario industriale attraverso linguaggi artistici diversi.

Dalla fotografia industriale alla letteratura del lavoro, fino alla ricerca sonora contemporanea, il progetto propone un viaggio tra memoria storica e contemporaneità.

Tra gli appuntamenti, l’incontro dedicato alla scrittura industriale con Dario Goffredo e la proiezione del film La vita agra di Carlo Lizzani.

Walking tour tra storia, sapori e memoria civile

Il calendario prevede anche percorsi urbani lenti, pensati per riscoprire Maglie attraverso il cammino.

Dal MAITO all’Emporio del Salento, fino al Frantoio Ipogeo di via Foggiari, ancora oggi funzionante.

Un secondo itinerario, Sulle tracce di Aldo Moro, collega il museo alla Casa Museo Aldo Moro, intrecciando memoria civile e patrimonio culturale.

Spazio alla festa: il Carnevale del MAITO

Martedì 17 febbraio il progetto esce dal museo per animare piazza Aldo Moro con Il Carnevale del MAITO tra bolle e giganti, a cura degli artisti di Cirknos.

Un momento di spettacolo e partecipazione collettiva inserito nella cornice della parata dei carri di Carnevale cittadina.

Museo vivo, tra passato industriale e futuro culturale

Il MAITO racconta il passato industriale di Maglie e della Terra d’Otranto, quando tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento la città divenne l’Emporio del Salento Meridionale.

Ospitato nell’ex fabbrica dei fratelli Piccinno, il museo è oggi uno spazio di narrazione e partecipazione, dove la memoria del lavoro diventa strumento per leggere il presente e immaginare nuove forme di comunità.

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Sanremo canta (e suona) salentino

Da Welo con la sigla ufficiale al tricasino Steven The Prince a Casa Sanremo. sogni, musica e orgoglio, il Salento sale sul palco più famoso d’Italia e si prende la scena con ritmo e identità

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di Giuseppe Cerfeda

Il Festival di Sanremo non è soltanto la vetrina più importante della musica italiana.

È lo specchio di un Paese che cambia, che si racconta, che prova a dare voce ai suoi territori.

Anche quest’anno, dal 24 al 28 febbraio, ci sarà un pezzo di Salento che batterà forte sul palco dell’Ariston.

Ci sarà la storia di Welo, giovane artista leccese, che pur non essendo tra i Big in gara è destinato a diventare la voce simbolo del Festival con “Emigrato (Italiano)”, la sigla ufficiale di questa edizione.

Un po’ come accaduto lo scorso anno con “Tutta l’Italia” di Gabry Ponte.

Un brano che parla di partenze, di radici, di sogni coltivati lontano da casa.

Un tema che nel Sud conosciamo bene.

STEVEN DETTA IL RITMO

Ci sarà anche Steven The Prince, talento di Tricase, che porterà la sua energia a Casa Sanremo The Club.

Quello di Steven, dj molto apprezzato, è un percorso costruito negli anni, tra produzioni importanti e collaborazioni di livello internazionale, che approda nella settimana più mediatica dell’anno.

Il prossimo Sanremo, dunque, non sarà solo passerella.

Sarà riconoscimento.

Sarà la dimostrazione che anche dalle periferie geografiche possono nascere storie centrali.

Che il talento non ha confini, se trova spazio e visione.

Giuseppe Cerfeda

E allora sì, quest’anno all’Ariston non ci sarà solo la musica.

Ci sarà il Salento che racconta sé stesso. Con orgoglio, con ritmo, con radici ben piantate e lo sguardo rivolto lontano.

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Steven The Prince

 

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Otranto, storia e identità delle Fiamme Gialle

Al Castello Aragonese la presentazione del libro su dogane e finanzieri. Un viaggio tra archivi, memoria e tradizione: la Guardia di Finanza racconta il suo legame storico con la città. Domani pomeriggio, nel cuore del centro storico di Otranto, la Guardia di Finanza presenterà il volume “Dogane, Doganieri e Fiamme Gialle di Otranto”, un’opera che ripercorre secoli di presenza e attività del Corpo nel territorio salentino. All’evento prenderanno parte autorità militari e civili di primo piano

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Un appuntamento culturale che unisce storia locale e memoria istituzionale, ospitato in uno dei luoghi simbolo della città adriatica.

Si terrà domani, martedì 11 febbraio, alle ore 17,30, presso il Castello Aragonese, la presentazione ufficiale del libro Dogane, Doganieri e Fiamme Gialle di Otranto, promosso dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza Lecce.

UN LIBRO TRA STORIA, ISTITUZIONI E TERRITORIO

Il volume è firmato dal Gerardo Severino, Colonnello (aus.) e già Direttore del Museo Storico della Guardia di Finanza, insieme a Marco Di Lisio, in servizio presso la Compagnia di Otranto.

L’opera ricostruisce, attraverso documenti d’archivio e testimonianze storiche, il ruolo strategico delle dogane e dei finanzieri nella difesa economica e territoriale di Otranto, crocevia di scambi, controlli e relazioni internazionali fin dall’età moderna.

LE AUTORITÀ PRESENTI

Alla cerimonia interverrà il Guido Mario Geremia, Generale di Divisione e Comandante Regionale Puglia della Guardia di Finanza, insieme alle principali autorità civili e militari del territorio.

La loro presenza sottolinea l’importanza istituzionale dell’iniziativa e il valore del libro come strumento di conoscenza e divulgazione storica.

MEMORIA STORICA COME VALORE PUBBLICO

La presentazione si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione della memoria del Corpo e del suo rapporto con le comunità locali, mettendo in luce il contributo silenzioso ma costante delle Fiamme Gialle nella tutela della legalità economica e dei confini dello Stato.

Un’occasione aperta alla cittadinanza per riscoprire un pezzo di storia spesso poco conosciuto, ma profondamente intrecciato con l’identità di Otranto e del Salento.

 

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