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Attualità

“No alla sterilizzazione dei cani!”

“La loro fertilità è tutto!”. Dal gruppo facebook “Animalisti contro la sterilizzazione” per la Naturalizzazione d’Italia

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Il Gruppo spontaneo riunitosi su Facebook “in difesa degli ecosistemi contro in primis l’emergenza oggi rappresentata dal fenomeno  della “sterilizzazione seriale falso-animalista” di cani e gatti, e non solo, che sta dilagando in Italia negli ultimi mesi senza alcun freno e limite, e ciò preoccupantemente per la salvezza di queste due importantissime e antiche specie nella nostra terra, amiche da sempre dell’uomo“, interviene per “stigmatizzare quanto si sta muovendo in Italia in questi giorni” intorno al caso mediatico divampato sullo spiacevole accaduto di Sciacca, dove diversi cani che vivevano in stato di semilibertà sono stati avvelenati dall’ingestione di sostanze tossiche.


Riportiamo di seguito la loro posizione.


Quando cade o viene tagliato irresponsabilmente un albero, la prima cosa che ogni vero ecologista fa è recuperare un suo seme per far nascere una piantina e ripiantare lì poi un albero della medesima specie o più di uno.


Così ovviamente deve essere anche nel caso della tutela degli animali, ma stiamo osservando invece un proliferare di deplorevoli comunicati stampa, che da diverse parti giungono in questo momento al mondo dell’informazione in Italia, all’interno dei quali vediamo strumentalizzato il caso Sciacca per chiedere praticamente l’esecrabile olocausto degli ultimi cani semi selvatici rimasti nel sud Italia anziché chiedere esattamente il contrario, come ad esempio più gioiose cucciolate; un olocausto senza mezzi termini o scusanti possibili che la matematica e la biologia ci dicono coincidere con la sterilizzazione seriale di tutti gli individui di una specie quale in questo caso quella dei principali amici animali dell’uomo ovvero i Cani! Con perdita dei loro patrimoni genetici che son crogiuolo per nuove razze e biblioteche viventi per il recupero della antiche razze canine!


Chiediamo pertanto a tutti gli enti pubblici e privati, a tutti i cittadini, a tutte le persone amanti davvero della Natura, di prendere le distanze da questi subdoli tentativi di spingere nel verso della soluzione finale della sterilizzazione seriale” peraltro legata ad una iper-speculazione tutta da porta alla luce con l’occasione ed affermare invece l’importanza della tutela della fertilità dei Cani, (parte irrinunciabile per una loro piena salute come la buona veterinaria deve insegnare, la buona!), dei Cani del Sud Italia, di cui essi son patrimonio di cultura e natura, bene dell’umanità, presenza ambientale nel paesaggio di primo ordine, tanto quanto quella degli alberi o degli animali selvatici o degli altri animali domestici, risorse di biodiversità, bellezza e anche economia ecosostenibile della nostra terra, l’Italia storica, quella del Meridione!


I cittadini del Sud Italia devono essere fieri e orgogliosi di essere oggi Arca di Noè per Cani e Gatti rispetto a quanto di gravissimo sta accadendo a loro danno nel fenomeno della sterilizzazione seriale falso-animalista nella civiltà occidentale e che da qui sta contaminando anche altre civiltà umane oggi (nel verso di una inciviltà pertanto anti-naturalistica!); un attacco tanto dei cani e gatti semi-selvatici quanto di quelli di proprietà, attraverso campagne vergognose di propaganda pro sterilizzazione e tentativi viscidi di coercizione anche legislativa nel verso sempre della loro sterilizzazione chirurgica o chimica che sia. Difendere i Cani e Gatti del sud Italia è oggi anche una riaffermazione di identità, contro forze di bassa lega che cercan addirittura di gettar fango sulle genti del sud, pensate che aberrazione, perché a sud, culla di filosofia e civiltà, le cucciolate di Cani e Gatti son vissute come una festa e auspicate nelle famiglie come giusto che sia ora e sempre!


Ogni difesa della Vita non può prescindere dalla difesa della fertilità delle specie, ciò è lapallissiano!


I Cani semi selvatici che vivono nelle nostre campagne e intorno ai nostri centri urbani, quando non mordaci, sono una risorsa importantissima, una sorta di serbatorio dalla quale vengono anche i Cani adottati dalle famiglie e al quale serbatoio nuovi Cani, a volte anche nati nelle famiglie e scappati, possono contribuire, non pertanto qualcosa assolutamente da demonizzare a priori.  


Chi vuole aiutare i Cani semi-domestici, che da taluni con fare dispregiativo, oggi da stigmatizzare, vengon bollati “randagi”, si impegni per la loro adozione, e ovviamente non previa sterilizzazione né con il meschino obbligo di sterilizzazione di cui si sente spesso, per non dire sempre, parlare.


Pertanto invitiamo tutti ad una forma di urgente non più procrastinabile disobbedienza civile consistente nel non adottare mai più Cani sterilizzati o con vincolo di sterilizzazione, contro la moda perversa, che si fonda anche su un ricatto sentimentale sulle brave persone, della sterilizzazione coatta che è qualcosa che lascia immaginare un processo speculativo di controllo commerciale monopolista non dissimile da quello delle multinazionali, che dopo aver tentato di requisire e vietare i segni tradizionali, trasmessi tra le genti come loro diritto di libertà naturalistica pluri-millenaria, impone sul mercato piante ibride brevettate e sterili in maniera tale che il contadino le debba ricomprare sempre dalla medesima multinazionale; multinazionali quelle che son anche le medesime multinazionali dei pesticidi, e quanto sta avvenendo con la sterilizzazione seriale di Cani e Gatti ha tutte le sembianze di un pesticidio esteso con altre scuse contro mammiferi domestici che erano e devono tornare ad esse i principali amici dell’uomo.


Auspichiamo una inchiesta parlamentare urgente nella futura legislazione italiana volta ad indagare su questo aberrante fenomeno e al fine di debellarlo in tempo; tutti siamo impegnati nel ricordo degli errori della Seconda Guerra Mondiale, perché non siano ripetuti, e non possiamo nel frattempo permettere che qualcosa di simile o addirittura di peggio accada come sta accadendo nei confronti dei nostri maggiori amici animali a cui abbiamo il dovere, come stiamo qui facendo, di dar voce in tempo, prima che sia troppo tardi e il danno materiale e culturale arrecato loro e a noi tutti rischi di divenire irreversibile.


Vogliamo stigmatizzare anche quanto sta accadendo a danno dei Gatti, la cui specie (Felis silvestris) è attestata in Italia, (vedi studi paleontologici per il Salento solo ad esempio), sin dal Pleistocene, intorno ai quali si è costituito in questi anni il fenomeno assurdo da aborrire con forza della loro reclusione nei lager “gattili” detti, che scimmiottano i canili, quando invece la presenza di sani Gatti integri allo stato libero è fondamentale per il contenimento del numero dei Ratti e dei Topi, anche essi importanti nell’ecosistema, ma il cui eccesso, quando mancano i loro predatori Gatti, porta poi all’uso di veleni rodenticidi da parte di privati e comuni, bocconi avvelenati che sono una delle principali cause di avvelenamento oggi proprio poi dei Cani e dei Gatti con l’assurdità del circolo vizioso verso la sterilizzazione degli ultimi Cani e degli ultimi Gatti rimasti in libertà che qui stiamo stigmatizzando con forza. La sterilizzazione coatta seriale, cioè l’estinzione de facto, presentata come la iper-folle panacea di tutti i mali del vivere! Difficile anche solo immaginare un pensiero più patologico, più malefico!


Ben è noto come la pratica della sterilizzazione deriva dal mondo zootecnico dove era tradizionalmente praticata per fare ingrassare animali destinati al macello, e non è un caso che Cani e Gatti sterilizzati, (che vengono ovviamente resi handicappati in tal modo, e per i quali quando la sterilizzazione è chirurgica la si può considerare una vera e propria vivisezione mutilante delle gonadi), tendono sovente ad ingrassare parecchio dopo l’intervento, e anche dal trauma subito e dagli scompensi ormonali conseguenti a quell’amputazione eunuchizzante ne hanno complicanze comportamentali oltre che somatiche. Esseri così ignobilmente devivificati! Pupazzizzati!

E l’intera pratica della sterilizzazione seriale verso qualsiasi specie che deve considerarsi una forma di biocidio e pesticidio quale è, e che va assolutamente aborrita; nessuna scusa può legittimare tanto orrore speculativo lontano da qualsiasi ecosostenibilità; un’offesa alla natura e alla vita e che intralcia quelli che sono i metodi di equilibrio propri della Natura, da sempre ricercare e favorire. Vivere è opportunità, e non lo si deve negare a priori a nessuno con la scusa di evitare i potenziali rischi! Sragionare in tal modo vorrebbe dire agire da  “volontari dell’Apocalisse”, non certo da naturalisti!


Devono essere tagliati i fondi pubblici e privati a tutti gli operatori di sterilizzazione!


“Oggi stiamo riscontrando persino la seguente aberrazione: associazioni che laddove si registrano dei soprannumeri di selvaggina, anziché richiedere il virtuoso spostamento dei capi in sovrannumero altrove a ripopolare regioni dove troppa antropizzazione e pressione venatoria han ridotto o estinto quelle presenza, (vedi il caso di Cervi, Daini, Caprioli, Cinghiali, un tempo non lontano ben presenti in Salento ad esempio, e già presenti in Salento anche nel Pleistocene come ben attesta la paleontologia), insieme a politiche di rimboschimento, chiedono invece la loro sterilizzazione, che è una condanna alla malattia praticamente ed un’esecrabile speculazione a favore nei fatti, a parità di domanda di mercato, degli allevamenti intensivi persino, contro ciò che invece la terra italiana produce e può produrre spontaneamente anche in termini di mammiferi selvatici!


Associazioni falso-animaliste e falso-ecologiste pertanto de facto ad una analisi più seria e a 360°, come necessario quando si tratta di ecologia!


Stop a questa speculativa e psicopatologica macelleria gonadica anti-naturalistica cui stiamo assistendo con la complicità della mala politica in Italia!


I canili devono essere solo canili-bioparco con ampi spazi verdi, no ai canili lager di cemento e gabbiette; e prioritario il loro uso per la rieducazione di Cani mordaci. Il Cane deve tornare ad essere inserito nel ciclo delle risorse domestiche e del borgo come consumatore degli scarti alimentari per una riduzione dei rifiuti organici complessivi come era in passato. No all’attuale snaturazione in corso del Cane favorita da mode speculative, iconoclaste acriticamente o per interesse di ogni aspetto positivo sano e saggio del “mondo antico”. Un’iconoclastia luddista degenerata che mina l’intero antico ecosostenibile rapporto uomo-animale, nel verso de facto dell’estinzione anche di tante razze domestiche.


Da scoraggiare poi situazioni nelle quali dei soggetti creano delle colonie feline portando sempre cibo in un punto, raggruppando così i felini, viziandoli, al fine di giustificare poi la loro sterilizzazione!


E i quadri normativi odierni, laddove insufficienti o nefasti, vanno modificati in tali versi virtuosi!


Nella difesa della biodiversità non si possono fare sconti ed essa oggi più che mai in Italia deve essere difesa in toto, in tutto ciò che il territorio già ha in termini di specie selvatiche e di specie domestiche e nel caso delle specie selvatiche tanto delle specie autoctone tanto di quelle esotiche naturalizzatesi, che son anch’esse una testimonianza degli adattamenti della natura, e contro le quali ignobilmente anche si sta muovendo in Italia un’aberrante fenomeno di falsa-ecologia definibile come di “razzismo verde” che vede il tentativo a livello europeo e oggi governativo di tentare lo sterminio di circa 3000 specie che con grande irresponsabilità vengono bollate come specie aliene da eliminare, e demonizzate con ogni scusa ed il suo contrario, esattamente come sta accadendo contro i nostri Cani e i nostri Gatti; a rischio così Ibis sacri e Parrocchetti dal collare (già raffigurati in Italia nell’ arte romana), il Pesce siluro che è persino europeo, Anatre mandarine, Cigni neri, Cani procioni, Orsetti lavatori, ecc. ecc., per una mattanza speculativa senza pari, e anche per i quali associazioni falso-animaliste falso-ecologiste propongono la solita mattanza della sterilizzazione e delle reclusione, anziché il necessario cambio di paradigma a favore di una accettazione di quella che è comunque una presenza oggi voluta dalla Natura e da studiare con curiosità scientifica vera e aperta e non con spirito repressivo miope ecoterroristico, da “killer dei fichi d’India”, insieme a tante altre piante bollate come specie fuori luogo in Europa e a rischio di eradicazione come gli Alberi del paradiso (Ailanti, nome scientifico Ailanthus altissima), Agavi, Giacinto d’acqua, Loto sacro d’acqua asiatico (Nelumbo nucifera), ecc., per poi scoprire che già tante delle specie nella lista degli ecocidi speculativi son state paleointrodotte o che eran già qui in Europa nei loro generi nelle epoche geologiche passate (vedi solo ad esempio Ailanthus e Nelumbo)! Siamo di fronte ad una falsa-ecologia pseudo-scientifica dunque desertificatrice da stigmatizzare, fermare e allontanare da tutte le istituzioni, che produce caterve di studi dalle conclusioni spazzatura solo per legittimarsi questi rastrellamenti disdicevoli, dove anche la stessa biologia, e la grande teoria evoluzionistica vengono calpestate impudicamente!


Invitiamo tutti ad aderire anche al nostro gruppo spontaneo in questo momento così difficile per la vita animale, e non solo, in Italia, e non certo a causa di fenomeni naturali o di repentini stravolgimenti climatici come si cerca di dirottare l’attenzione, ma proprio a causa dell’uomo e oggi tanto più paradossalmente delle speculazioni che si stanno muovendo sotto la menzogna della Falsa-Ecologia (vedi la maxi frode della strumentalizzata Xylella fastidiosa o delle mega pale eoliche industriali falso-green in Puglia solo ad esempio), con persino oggi la correlata minaccia dei nostri boschi visti da speculatori falso-green collusi con la peggiore mala-politica soltanto come risorse da predare!


Un processo degenerativo questo assolutamente da fermare e invertire nel verso della naturalizzazione, con politiche statali di reintroduzione delle specie scomparse a causa dell’uomo, non invece la desertificazione con biocidi di ciò che c’è già, (come vorrebbero invece certi odierni “professionisti del biocidio falso-ecologista”), e che costituisce comunque una ricchezza di cultura, ambiente, suggestioni naturalistiche ed economia, nel verso del rimboschimento, del restauro dei paesaggi storico-naturali del Belpaese nel buon principio del “come era e dove era” con la ricerca sempre in ogni scorcio del pittoresco, favorendo una agricoltura e un allevamento nelle filosofia di un vero biologico, e dove l’uomo si inserisce con equilibrio nella Natura per uno sfruttamento responsabile delle risorse senza mai estinguerle, (ma al contrario!), come invece stava accadendo con la follia della sterilizzazione seriale dei gani e dei gatti e non solo!”.


Attualità

Incendio d’auto: distrutta una Clio, si indaga

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In fiamme nella notte un’auto di proprietà di una società intestata ad un uomo di 64 anni.

E’ l’ennesimo incendio notturno di autovetture in Salento e si è verificato alle ore 02:34 circa della nottata tra sabato e domenica a Cavallino.

Nel rione Castromediano è intervenuta una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Lecce, in via Alberto Bertoli.

La macchina distrutta dalle lingue di fuoco è una Renault Clio grigia che era ferma in sosta sulla sede stradale.

Il lavoro del personale dei vigili del fuoco ha scongiurato il propagarsi dell’incendio e ulteriori danni a persone, cose o pericoli per la pubblica e privata incolumità.

Sul posto erano presenti i carabinieri della stazione di Cavallino. Le cause dell’evento sono in fase di accertamento.

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Attualità

Svolta in vista per la festa patronale di Taurisano

Una lettera al Vescovo segnala uno “stato d’agitazione” tra i cittadini per una decisione, a suo modo, storica: quella del parroco di escludere, dopo ben 148 anni, la ditta Parisi dall’allestimento delle luminarie per Santo Stefano

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Da “Il Gallo” cartaceo n.07 del 2025

a cura di Lor. Z.

La continuità nel segno della tradizione o il cambiamento in nome di una equa rotazione? È il bivio dinanzi al quale, a Taurisano, si pone la festa patronale di Santo Stefano. Una ricorrenza che si rinnova di anno in anno in nome di una fede lunga un millennio.

A sollevare oggi il dubbio è Antonio Montonato, presidente dell’Associazione Onlus “Idee Valori e Solidarietà”, che scrive al vescovo Mons. Vito Angiuli per attenzionare quella che, a suo dire, è una situazione che sta agitando gli animi dei miei concittadini.

Oggetto della missiva è la scelta, per la festa del prossimo agosto, di non incaricare la ditta Parisi dell’allestimento delle luminarie.

Quest’anno”, scrive Montonato a sua Eccellenza, “Don Gionatan (parroco della parrocchia della Trasfigurazione di N.S.G.C., NdR) ha escluso in modo dittatoriale la ditta Parisi, un’eccellenza locale che ha portato alla ribalta il nome della nostra Città a livello internazionale. La ditta Parisi”, continua la lettera, “dal 1876 (ossia per 148 anni) ha all’allestito nella nostra Città le strade e piazze del borgo, in onore del Santo Patrono Stefano, con devozione, lealtà e calore. Durante questi anni la ditta Parisi è stata più volte onorata di prestigiosi premi nazionali ed internazionali tra cui quello a Montecitorio”.

Una tradizione che, secondo Montonato, andrebbe rinnovata ad occhi chiusi, ma che “il parroco”, scrive, “vuole sconvolgere senza rispettare la storia secolare”.

L’argomento, rimbalzato anche sui social, è già oggetto di discussione in paese e, con tutta probabilità, è giunto alle porte della Diocesi già prima che Montonato mettesse mano al calamaio.

Ad ogni modo, il presidente di “Idee Valori e Solidarietà” adduce altre motivazioni a sostegno della sua tesi: “La festa patronale viene organizzata con le offerte libere dei cittadini, con gli sponsor offerti da attività commerciali ed artigianali locali e, da ultimo, con l’importante contributo economico, solitamente pari a 10mila euro, elargito dal Comune. Appare quindi insolito e discutibile il fatto che un parroco subentri nella gestione ed organizzazione della festa patronale, sostituendosi ai comitati costituiti ad hoc, arrivando a stravolgere le tradizioni locali, quelle tradizioni che si tramandavano di generazione in generazione”.

Ebbene è proprio qui che la matassa trova il suo bandolo: nelle funzioni del parroco in seno alle celebrazioni della festa patronale.

Tant’è che la Diocesi, cui abbiamo richiesto le ragioni di questa la scelta a suo modo storica, nel non ribattere a quanto sostenuto dal signor Montonato, risponde senza dare risposta. Ossia, rimanda al Regolamento diocesano per il Comitato Feste Religiose.

Il documento recita: “Presidente del Comitato è sempre il Parroco, che si avvale della consulenza del consiglio pastorale parrocchiale nel determinare quali feste celebrare, e nel dare gli orientamenti generali per lo svolgimento dei festeggiamenti esterni”. Allo stesso parroco spettano anche la nomina del presidente delegato; l’accoglimento della lista dei componenti il Comitato ed il compito di dare indirizzo circa il programma della festa.

Il ruolo assunto, nel caso specifico, da don Gionatan, quindi, appare tutt’altro che arbitrario, come la missiva inviata al vescovo vuol far intendere.

C’è tuttavia un passaggio che tiene aperta la discussione. Lo stesso regolamento diocesano specifica, al primo punto sull’argomento, che “il Comitato Feste è espressione della comunità parrocchiale. Quanto sta accadendo a Taurisano porta a chiederci se questo assunto, attorno alla festa di Santo Stefano, sia ancora osservato. Chiediamo a voi, quindi, di esprimervi, raccontandoci il vostro punto di vista. Scriveteci su WA al 371 37 37 310.

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Caro biglietti: tornare in Salento ad aprile è un salasso

Per chi parte da Milano, treni sopra i 300 euro ed aerei oltre i 600

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Tanti ponti, tanti soldi. Un salasso le festività di questo mese di aprile per chi si vuole spostare. In particolar modo per coloro che vogliono fare rientro in Salento dal nord Italia.

Lo si evince da uno studio di Assoutenti sulle tariffe di aerei, treni e pullman, un report da cui emergono dati incredibili come quelli che seguono.

Imbarcandosi da Linate venerdì 18 aprile e tornando martedì 22 aprile, un biglietto per Brindisi costa oggi un minimo di 619 euro, più di un volo di andata e ritorno per New York nelle stesse date (da 571 euro con uno scalo). Servono poi almeno 518 euro per volare da Linate a Catania e ritorno, 499 euro per Palermo, 460 euro per Cagliari. Il volo di andata e ritorno da Genova a Catania, nelle stesse date, parte oggi da un minimo di 401 euro, e si spende più o meno lo stesso (398 euro) da Torino a Lamezia Terme.

Non va meglio a chi sta acquistando in questi giorni un biglietto del treno: per la tratta Milano-Reggio Calabria la spesa va da 104,4 (scegliendo collegamenti lenti) a 345 euro per quelli più veloci. Partendo invece da Torino (solo andata), si spende da un minimo di 195 euro, se si scelgono orari scomodi e soluzioni con lunghi tempi di percorrenza, a 360 euro per i collegamenti migliori. Si sfiorano 340 euro per andare da Genova a Lecce, 320 euro da Milano a Lecce, 311 euro da Torino a Lecce, 310 euro da Milano a Salerno.

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