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Attualità

Presente e futuro di Patù

Il sindaco Gabriele Abaterusso: «Così abbiamo rilanciato San Gregorio e creato il Polo Museale integrato». Il cruccio Centopietre ed i progetti per il futuro prossimo. Con un pensiero a papà Ernesto…

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di Giuseppe Cerfeda


Spesso accade che siano proprio i paesini della provincia ad immettere cavalli importanti nel motore trainante del Salento.


Come nel caso di Patù che, a dispetto dei suoi 1.700 abitanti appena, ricopre un ruolo di primo piano grazie anche alla sua ricercata marina, San Gregorio, alle tracce di storia che conserva ed anche alla sagacia e lungimiranza di chi lo amministra.


Ne abbiamo parlato per un’intera mattinata con il sindaco Gabriele Abaterusso, di nuovo a capo del piccolo Comune da quasi due anni.


LA “NUOVA” SAN GREGORIO


L’input parte dall’attualità e da San Gregorio. Dalla prima estate, quella trascorsa, con tante novità, dai lavori avanzati ma non ancora conclusi, alla decisione di limitare al massimo il traffico veicolare, spostando i parcheggi in zone finora poco frequentate e da valorizzare, comunque vicinissime al cuore della marina che è anche diventato un luogo cult per assistere, da posizione invidiabile, al tramonto nello Ionio.


«I riscontri sono positivi. Il nostro progetto, in cantiere da tempo, aveva l’obiettivo di mettere un po’ d’ordine lungo la costa. Molte località di mare salentine sono ancora organizzate secondo canoni superati, la fruizione della costa avviene quasi esclusivamente in automobile e i nostri bellissimi lungomare sono, spesso, adibiti a parcheggi. Anni orsono abbiamo cominciato a programmare e progettare la riconversione della nostra prima linea di costa. Per liberarla dalle auto e renderla più attraente. Per raggiungere tale scopo bisognava prima creare delle aree di sosta alternative. Fatto questo, grazie ad un finanziamento della Regione nell’ambito della FSC della scorsa programmazione sulle infrastrutture turistiche, abbiamo cominciato a dismettere un po’ delle aree adibite a parcheggio a ridosso del mare. Proseguiremo su questa strada».


Non tutto è filato propriamente liscio, però…


«C’è stata qualche incomprensione e, soprattutto, all’inizio, qualcuno ha manifestato malcontento. Il sistema, però, funziona, così come già avviene in tante altre località turistiche».


Si sono lamentati soprattutto motociclisti e scooteristi…


«Abbiamo ritenuto di non realizzare i parcheggi per ciclomotori su salita e discesa per il mare perché poco sicuri ed anche per decongestionare il luogo da smog e rumori molesti. Per ora abbiamo realizzato dodici posti moto alla fine della salita a neanche cento metri da dove erano prima. Contiamo per la prossima estate di arrivare almeno ad 80».


Qualche polemica anche per il solarium che ricopre lo storico scivolo utilizzato per entrare a mare.


«Questo è il primo anno da non so quanto tempo che non abbiamo dovuto chiamare il 118 per soccorrere vittime di quello scivolo diventato pericoloso. Ammetto che, appena visto dal vivo il solarium, anche il sottoscritto ha arricciato un po’ il naso. Ma era la migliore soluzione possibile e non si poteva farne a meno per una questione di sicurezza. In più quella pedana consente l’accesso ai disabili ed è un altro (grosso) punto a favore».


In termini di presenze avete riscontri?


«Non abbiamo ancora dati ufficiali ma, rifacendomi a quanto riferitomi dagli operatori locali, parrebbe esserci un calo, così come nel resto del Salento, rispetto al periodo post covid, quando la gente non viaggiava all’estero. I numeri sarebbero comunque più o meno in linea con quelli che si registravano nel periodo pre-covid».


IN PAESE


Trasferendoci in paese, merita attenzione il Polo Museale Integrato che mette in evidenza una vostra peculiarità, un po’ in controtendenza con quanto avviene di solito: mentre gli altri alienano, voi comprate dai privati.


«È stato un lavoro durato molti anni e ho avuto la fortuna di poter contare su più mandati.  Abbiamo acquisito quasi tutti i beni culturali: la Torre del Fortino, il Frantoio Ipogeo, la Cripta di Sant’Elia, Vereto, ecc… Tutti risalenti all’età messapica o romana e che abbiamo voluto valorizzare per realizzare un sistema culturale che desse ulteriore spinta turistica a Patù. Di concerto con la Soprintendenza ed il Museo di Castromediano abbiamo avviato un’attività di ricerca e recupero dei reperti provenienti dagli scavi su Vereto e che non erano esposti e giacevano nei depositi. Siamo riusciti così ad implementare la mostra temporanea, raddoppiando i numeri dei pezzi esposti, ed a creare il Museo di Vereto che, all’interno di Palazzo Romano (dove c’è la biblioteca recuperata con i fondi della Comunità europea), è un po’ il nucleo del nostro sistema dei beni culturali. Il primo passo, quello di recuperare questi tesori, lo abbiamo fatto. Ora viene il difficile, cioè renderli fruibili magari coinvolgendo le scuole del territorio. Stiamo studiando anche la possibilità di stanziare dei contributi per offrire l’escursione, pagando il trasporto, a quelle scuole che ci preferiranno alle solite mete».


CENTOPIETRE


Vi manca ancora Centopietre…


«Siamo in disputa con il proprietario da anni. Non abbiamo avuto la stessa disponibilità che abbiamo trovato da altre parti. Nel 2016 andammo anche in giudizio chiedendo il riconoscimento dell’uso capione. Di fatto, chi da anni apre e chiude, siamo noi del Comune, anche grazie ai residenti della zona che hanno le chiavi del lucchetto. 5-6 volte l’anno la pulizia della zona la sosteniamo noi, così come le spese per la segnaletica, le panchine e quei pochi lavori di sistemazione realizzati negli anni, vedi il muro di cinta. Per questo eravamo convinti che ci fossero tutti gli estremi ma, ahimè, in entrambi i gradi di giudizio non sono stati di questo avviso: hanno ritenuto non ci fosse la documentazione necessaria per dimostrare la continuità dei venti anni. In secondo grado abbiamo anche chiesto la “dicatio ad patriam” (uso pubblico), e ci è stata riconosciuta. L’ultimo giorno utile, però, i proprietari hanno fatto ricorso in cassazione ed ora ci tocca aspettare. Perdendo così tante opportunità di finanziamento per riqualificare quest’importante sito che, secondo gli studiosi, risale al IX secolo. Abbiamo anche provato ad interloquire con il proprietario per cercare un accordo ma le sue richieste sono state esorbitanti».


LA CRIPTA DI SANT’ELIA


Il recupero della Cripta di Sant’Elia e l’abbattimento degli uffici della ex Filanto.

«A suo tempo abbiamo preso contatti con la proprietà per tirare fuori anche questo monumento dall’oblio, perché abbandonato in una struttura chiusa da più di venti anni. In un primo momento non siamo riusciti a trovare un accordo. Anche perché in quel periodo la Filanto era in altre faccende affaccendata. Abbiamo avviato così la pratica di esproprio. Anche in questo caso l’ultimo giorno utile c’è stato il ricorso. Questa volta, però, abbiamo trovato un accordo. Non potevano certo regalarcela, anche perchè in quel periodo avevano addosso il tribunale che controllava tutte le loro questioni economiche, ma hanno accettato la valutazione che noi abbiamo fatto per la cripta e per l’area di 3.500 metri, oggi delimitata da muretto a secco e rete. Il costo dell’operazione (17.500 euro) è stato sostenuto dalla Regione attraverso un apposito bando per l’acquisto di beni culturali vincolati. Nel novembre 2018, poi, il tornado portò distruzione anche in quell’area e, sempre grazie ad un bando della Regione, abbiamo avuto un piccolo finanziamento che ci ha consentito di rimettere tutto a posto. Il primo giorno di lavori, nel corso della disimpermealizzazione da asfalto e cemento, forse per le vibrazioni, è collassata la pensilina che collegava gli uffici e l’opificio della Filanto. Fortunatamente quel giorno gli uffici erano chiusi e nessuno si è fatto male. Il crollo della pensilina ha fatto emergere in maniera ancora più evidente le criticità dei pilastri degli uffici, così abbiamo emesso un’ordinanza di messa in sicurezza. Dopo una serie di incontri tra le parti, la proprietà ha optato per la demolizione di quell’edificio anni ’70».


Il sindaco di Patù Gabriele Abaterusso in redazione


NEL CENTRO STORICO


Cresce il numero di persone di altri paesi che costruiscono o acquistano abitazioni da ristrutturare a Patù.


«Non abbiamo il numero preciso ma è vero che sono in tanti ad aver scelto Patù, la nostra Marina o la nostra campagna. Posso anticipare che è stato acquistato Palazzo Pedone che verrà restaurato ed ospiterà alcune suite. Lo stesso è avvenuto e sta avvenendo ancora in altri palazzi o abitazioni del centro storico».


INFIORATA E NOTTE BIANCA


A Patù si organizzano Infiorata e Notte Bianca, due eventi che vanno aldilà dei confini del piccolo centro.


«Frutto di mesi di lavoro e di una collaborazione virtuosa tra amministrazione, parrocchia e, soprattutto, la comunità con tante persone che rinunciano ai loro pochi giorni di ferie ad agosto».


L’esempio lo dà il sindaco che ha anche fatto il parcheggiatore…


«È stato due anni fa. La nostra è una piccola comunità e tutti ci dobbiamo aiutare: se c’è bisogno non mi spiace dare una mano quando e dove è possibile. Nell’ultima edizione eravamo meglio organizzati e mi sono limitato a monitorare i lavori».


IL PNRR


Tutti in questo periodo sono alle prese con il famoso PNRR. E Patù?


«Avendo in corso la conclusione di tante opere già finanziate con la vecchia programmazione regionale, con il PNRR abbiamo un po’ frenato. Anche perché le modalità di gestione e rendicontazione sono molto complicate e non era il caso di ingolfare oltremodo i nostri uffici già sottodimensionati. Soprattutto l’Ufficio tecnico, gestito da una sola persona mentre ne occorrerebbero almeno tre. Detto questo, abbiamo ottenuto 300mila euro per servizi e infrastrutture sociali, presentando un progetto che prevede il trasporto alle marineche attiveremo il prossimo anno»), servizi agli anziani, taxi sociale, psichiatra di comunità, ecc.».


LA PARTNERSHIP CON MORCIANO DI LEUCA


C’è poi la sinergia con Morciano…


«Abbiamo scommesso insieme. Il bando è stato finanziato dal Ministero della Cultura nell’ambito del PNRR con l’avviso “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale – Attrattività dei borghi storici”. La proposta progettuale, denominata “Storie Meridiane”, è stata sviluppata dall’Associazione NarrAzioni e si articola in una serie di azioni volte alla valorizzazione del patrimonio di storia, arte, cultura e tradizioni presente nei due borghi, per delineare delle traiettorie di sviluppo sostenibile per contrastare lo spopolamento. Il finanziamento di 2 milioni e 800 mila euro ottenuto, ci consentirà di intraprendere una serie di azioni: interventi strutturali su beni culturali architettonici quali Palazzo Romano a Patù e il frantoio ipogeo comunale di Piazza San Giovanni a Morciano; digitalizzazione dei beni culturali siti sui territori comunali e miglioramento della fruibilità del Museo Civico di Archeologia di Patù; creazione e ripristino di itinerari culturali e paesaggistici, per consentire alla comunità locale di riscoprire il proprio territorio attraverso la mobilità lenta; valorizzazione di eventi culturali che abbiano come base fondante la tradizione dei luoghi (come l’Infiorata di Patù), creazione della destinazione turistica con la certificazione delle strutture ricettive che rispettano determinati criteri, creazione di un portale. Va sottolineato che Patù e Morciano sono gli unici comuni costieri finanziati in Puglia, gli altri sono tutti dell’entroterra».


IL FUTURO PROSSIMO


Sta per terminare il secondo anno del suo nuovo primo mandato. Cosa le piacerebbe portare a termine nei prossimi tre anni?


«Il Piano urbanistico, indispensabile per il futuro del paese. Mi piacerebbe, poi, completare la bonifica della ex discarica comunale. Spingeremo ancora sulla questione ambientale a partire dalla raccolta differenziata. Abbiamo stanziato nuovo fondi per incentivare lo smaltimento dell’eternit, così come insisteremo nella campagna di sensibilizzazione avviata due anni fa per gli allacci alla rete fognaria. Che sono un obbligo di legge. Per essere in regola con la direttiva comunitaria il 98% di chi è allacciato all’acquedotto deve esserlo anche alla rete fognaria».


IL RICORDO DI PAPÀ ERNESTO


Ha avuto la fortuna di avere in casa un “maestro” come suo padre. Ora porta il fardello di un’eredità pesante…


«Papà è insostituibile. Lui è stato un unicum sul territorio, non solo a livello politico ed amministrativo ma anche imprenditoriale. L’auspicio è che io, la mia squadra e la mia famiglia possiamo dimostrarci alla sua altezza in tutti i settori in cui lui si è impegnato».


Attualità

Caro biglietti: tornare in Salento ad aprile è un salasso

Per chi parte da Milano, treni sopra i 300 euro ed aerei oltre i 600

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Tanti ponti, tanti soldi. Un salasso le festività di questo mese di aprile per chi si vuole spostare. In particolar modo per coloro che vogliono fare rientro in Salento dal nord Italia.

Lo si evince da uno studio di Assoutenti sulle tariffe di aerei, treni e pullman, un report da cui emergono dati incredibili come quelli che seguono.

Imbarcandosi da Linate venerdì 18 aprile e tornando martedì 22 aprile, un biglietto per Brindisi costa oggi un minimo di 619 euro, più di un volo di andata e ritorno per New York nelle stesse date (da 571 euro con uno scalo). Servono poi almeno 518 euro per volare da Linate a Catania e ritorno, 499 euro per Palermo, 460 euro per Cagliari. Il volo di andata e ritorno da Genova a Catania, nelle stesse date, parte oggi da un minimo di 401 euro, e si spende più o meno lo stesso (398 euro) da Torino a Lamezia Terme.

Non va meglio a chi sta acquistando in questi giorni un biglietto del treno: per la tratta Milano-Reggio Calabria la spesa va da 104,4 (scegliendo collegamenti lenti) a 345 euro per quelli più veloci. Partendo invece da Torino (solo andata), si spende da un minimo di 195 euro, se si scelgono orari scomodi e soluzioni con lunghi tempi di percorrenza, a 360 euro per i collegamenti migliori. Si sfiorano 340 euro per andare da Genova a Lecce, 320 euro da Milano a Lecce, 311 euro da Torino a Lecce, 310 euro da Milano a Salerno.

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Alessano

Apre l’università “Unitelma – Sapienza” ad Alessano

Presso l’Auditorium Benedetto XVI il nuovo Polo Didattico, frutto di un’intesa tra la Diocesi di Ugento – S.M. di Leuca e l’Università “La Sapienza” di Roma

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di Don Luca De Santis

Presso l’Auditorium Benedetto XVI di Alessano il nuovo Polo Didattico “Unitelma- Sapienza”. Un’università telematica a servizio dei giovani che vogliono intraprendere un indirizzo accademico e per chi, pur svolgendo un’attività lavorativa, desidera migliorare il proprio livello professionale all’interno della propria impresa oppure avviare un percorso specialistico che in precedenza non ha potuto realizzare.

Il nuovo Polo didattico verrà inaugurato venerdì 30 maggio. L’offerta formativa del Polo, oltre a dei percorsi di laurea, contempla l’opportunità di accedere a dei corsi di formazione, scuole di alta formazione e master.

Il nuovo Polo è figlio di un’intesa tra la Diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca e l’Università “La Sapienza” di Roma.

PERCHÉ ISTITUIRE UN POLO DIDATTICO NEL TERRITORIO ?

Le motivazioni sono molteplici, provo a enumerarne alcune. Da circa un ventennio i territori periferici della nostra Regione subiscono il problema dell’emigrazione dei giovani studenti: i nostri ragazzi intraprendono il loro cammino universitario presso le grandi città, una volta terminato il percorso non ritornano presso i loro luoghi natii procurando il godimento delle loro specializzazioni ad altri contesti territoriali e nello stesso tempo avviando quel processo di spopolamento che ormai è sotto gli occhi di tutti.

Tale consapevolezza è sempre stata presente nelle ansie pastorali del nostro vescovo mons. Vito Angiuli, il quale in quindici anni di presenza in Diocesi, ha cercato di istituire sin da subito dei rapporti con gli studenti universitari presenti in tutte le sedi italiane.

Basti pensare che la Diocesi di Ugento conta una popolazione di circa 125mila abitanti e la sola Università Cattolica è frequentata da 100 giovani provenienti da questa parte di territorio, mentre gli studenti appartenenti alla provincia di Lecce che sono iscritti sempre presso la medesima sono oltre 2.000, di questi la maggioranza non eserciterà, né farà ritorno nel luogo che gli ha visti crescere.

La presenza di un Polo si coniuga con le numerose iniziative che in questi ultimi quindici anni hanno concretizzato lo sforzo pastorale del nostro Vescovo di animare ed elevare culturalmente il nostro territorio.

Perché ciò si concretizzi è necessaria soprattutto la presenza stabile di giovani specializzati e preparati, capaci di cogliere, approfondire e innovare gli importanti aspetti storici, sociali e culturali della loro zona d’appartenenza.

Infine, la presenza del Polo sul nostro territorio manifesta una risposta caritativa da parte della Chiesa locale nei confronti delle famiglie salentine.

Infatti, si ha l’opportunità di accedere a dei percorsi di studio garantiti dall’Università “La Sapienza” abbattendo dal punto di vista economico le spese delle famiglie: l’affitto di una stanza, la sussistenza in un’altra città e le altre possibili problematiche legate a questo aspetto.

L’università telematica “Unitelma-La Sapienza” è stata fondata a Roma nel 2004 ed è accreditata presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur).

La sua offerta formativa conta corsi di laurea in Economia, Giurisprudenza, Informatica, Archeologia e Psicologia.
Vi è l’opportunità di iscriversi a numerosi master di I e II livello insieme a corsi di formazione e all’Alta Scuola di Formazione approvati e tenuti dai professori dell’Università “La Sapienza”.

Le lezioni sono esclusivamente online, mentre gli esami si svolgeranno in presenza nella sede di Alessano.

Presso il nuovo Polo didattico sarà presente una Segreteria in grado di supportare lo studente alla scelta e al percorso di indirizzo di studio.
Una Segreteria composta da un Referente, un Tutor e un Segretario, raggiungibile durante i giorni lavorativi sia in presenza che con una mail o un numero telefonico dedicato.

La presenza di un Polo didattico permetterà anche l’organizzazione di master, convegni e seminari che aiutino a rispondere alle problematiche sociali del territorio interagendo con tutto il mondo associativo e istituzionale.

Per ulteriori info, sito internet unitelmasapienza.it.
Nei primi giorni di maggio saremo presso alcune scuole del territorio per presentare agli studenti il progetto, per poi inaugurare il nuovo Polo venerdì 30 maggio.

Il nuovo Polo Didattico ha sede in Alessano presso l’Auditorium Benedetto XVI, sulla Strada Statale 275.
Sarà attivo dal 1° giugno prossimo.
L’indirizzo mail è polo.lecce@unitelmasapienza.it

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Appuntamenti

30° Rally di Casarano, in cinquantacinque al via

In programma il 5 e 6 aprile nel Salento. Francesco Rizzello in coppia con Fernando Sorano punta all’ottava vittoria della corsa, tra i candidati anche D’Alto-Liburdi, Di Gesù-Quarta, Carra- Mezzina. Da domani, alle ore 16, in piazza San Giuseppe a Casarano.

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BENTORNATO “CASARANO”: IN CINQUANTACINQUE AL VIA DOMANI PER IL 30° RALLY

E’ un invito a festa il 30mo anniversario del Rally Città di Casarano che, dopo un anno di pausa, è giunto all’edizione celebrativa, questo weekend sulle strade del basso Salento aprirà la stagione automobilistica 2025: sono infatti cinquantacinque gli equipaggi iscritti alla gara nazionale ACI Sport organizzata dalla Scuderia Casarano Rally Team in collaborazione con l’Automobile Club Lecce.

Lo staff, soddisfatto per la positiva risposta di partecipazione, è ormai da giorni sul posto, nel nuovo grande Rally Village indoor ubicato nella Zona Industriale 14 di Casarano, dove appassionati e curiosi si dirigeranno in questa due giorni per scoprire l’inedito quartier generale. Per la prima volta, infatti, i padiglioni dell’ex stabilimento Filanto ’92 ospiteranno parco assistenza, verifiche sportive e tecniche (in programma domani dalle ore 8 alle 12), riordino e per il giorno uno persino refueling.

Nomi noti e nomi nuovi compongono l’elenco dei partecipanti al “Casarano ‘25”, che rappresenta un banco di prova importante sugli impegnativi asfalti di questo bellissimo ed affascinante lembo di Puglia, con i tipici muretti a secco, le pajare, le campagne con la terra rossa e gli ulivi, l’azzurro del cielo e del mare. Molti piloti li hanno già incontrati e ne conoscono bene le insidie, pronti a sfidarle nuovamente.

Primo tra tutti il salentino doc Francesco Rizzello, che il Rally di Casarano lo ha vinto più di tutti, ben sette volte, terzo lo scorso anno in coppia con Fernando Sorano alla prima uscita sulla Hyundai i20 R5, e questa volta intenzionato al primato a bordo di una delle cinque potenti Skoda Fabia R5 2N Rally 2 presenti nella kermesse.

Sulla fiancata dell’auto della Erreffe Team ci sarà il numero “5” e non il previsto numero “1”, che invece è stato concesso, per gesto di sportività e cavalleria proprio da parte de driver della scuderia Salento Motori, al veterano e detentore del CRZ over 55 Maurizio Di Gesù, il cui sogno è sempre stato partire con il primo numero sulla vettura e che, dunque, si realizzerà domani al volante della Skoda Fabia accompagnato alle note dall’esperto navigatore leccese Cristian Quarta.

Tra i candidati al podio spiccano i nomi del salernitano Gianluca D’Alto navigato dal laziale Mirko Liburdi, vincitore del Casarano nel 2018, del giovane casaranese Matteo Carra affiancato da Lorenzo Mezzina su Skoda Fabia Evo di Errefe Team, di Massimo De Rosa con Mirko di Vincenzo alle note su vettura gemella firmata Lion Team. Su Skoda ci saranno anche Mauro Longo e Simone Melcarne.

Chiude la classe Rally 2 la Peugeot 208 dei portacolori della Motorsport Scorrano Mauro Santantonio e Cosimo Cataldi, e chiudono il Gruppo RC2N la 208 Super 2000 di Mauro Adamuccio con Salvatore Tridici, e la Lancia Delta HF Integrale A8 – tutta da ammirare – di Claudio D’Amico con Rodolfo Lucrezio. Sarà da seguire con massima attenzione la frizzante Renault Clio 3N S 1600 numero “10” del casaranese Guglielmo de Nuzzo, vincitore dell’edizione 2021, che sarà guidato alle note da Maurizio Iacobelli.

Da qui scattano le interessanti lotte nelle altre classi, con possibili protagonisti come gli equipaggi De Rosa- Natale e Mele- Potera su Peugeot 208 Rally 4, De Rosa- Manco e Gravante- Mergola sulle francesi aspirate, Pisacane-Manco e Primoceri-Ciullo su Renault Clio N3, Ferilli-Rosa su Citroen Saxo Vts A6, Memmi-Mastrogiovanni su Citroen Saxo Vts N2, Sarcinella-Pellegrino su Citroen Saxo Vts Racing Start 1.6.

Il 30° Rally Città di Casarano, realizzato con i patrocini di Regione Puglia, Provincia di Lecce e dei Comuni di Casarano e Miggiano, è stato organizzato in una versione speciale, con novità assolute e grandi ritorni. Lo Shakedown (il test con le vetture in allestimento gara) si svolgerà in contrada “Monticelli” a Casarano, su un percorso di 2,10 km, la mattina di sabato 5 aprile, dalle ore 9.30 alle 12:30.

Per la prima volta nella storia della corsa, partenza e arrivo si terranno nel cuore della cittadina, in piazza San Giuseppe (ex piazza Indipendenza). Qui sarà allestito un palco partenza da cui scatterà il via ufficiale della competizione, sabato 5 aprile alle ore 16, e dove le vetture torneranno domenica 6 aprile, alle 17.30, per l’arrivo finale e la cerimonia di premiazione. Inedita per la competizione salentina sarà la disputa di una Prova Speciale in notturna, la PS 2 “Specchia”, lunga 7,20 km, sabato 5 aprile, con partenza della prima vettura fissata alle ore 20:24 per 7,20 chilometri.

Il primo passaggio è alle 17:15. Ci sarà il grande ritorno della mitica PS “Palombara”, in tabella domenica 6 aprile, con una configurazione di 11 km che comprende il celebre tratto iniziale che fu teatro dell’Europeo dei tempi di Blomqvist. Sono due i passaggi previsti, con primo start alle ore 10:13, e secondo alle ore 13:56. A completare il programma di domenica 6 aprile, la Prova Speciale “Miggiano”, di 8,60 km., da ripetersi tre volte, alle 9:19, alle 13:02 ed alle 16:45, l’ultimo tratto cronometrato della competizione. Sono sette le Prove Speciali della corsa, lunghe complessivamente 62,20 km, e 245,20 i chilometri totali del percorso comprendente i trasferimenti da una prova all’altra.

La Prefettura ha disposto con ordinanza la chiusura al traffico delle strade interessate alla gara nei comuni di Casarano, Miggiano, Montesano Salentino, Presicce Acquarica, Salve e Specchia, per i giorni 5 e 6 aprile 2025 rispettivamente dalle ore 09,00 alle ore 22,00 e dalle ore 7,00 alle ore 18,00 e comunque sino a conclusione della manifestazione.

Le informazioni sull’evento sono disponibili sul nuovo sito internet della manifestazione, all’indirizzo www.casaranorallyteam.eu e sull’applicazione Sportity (codice gara CASARANO2025).

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