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Attualità

Rigoletto in televisione e l’amarcord della banda nelle feste patronali

Ho assistito con gusto e godimento, beninteso da non intenditore, alla recente messa in onda, su RaiUno, del “Rigoletto a Mantova”, i tre atti “live” dell’opera verdiana.

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Ho assistito con gusto e godimento, beninteso da non intenditore, alla recente messa in onda, su RaiUno, del “Rigoletto a Mantova”, i tre atti “live” dell’opera verdiana. E’ stato per me motivo di semplice e insieme grande emozione, il contatto, ovviamente mediato dal teleschermo, con il maestro Zubin Mehta, che molti anni fa ho avuto agio d’incontrare e salutare  di persona al Ravenna Festival, con il famoso tenore Placido Domingo, con la suggestiva ambientazione nel palazzo Te del capoluogo virgiliano. Inoltre, dalla visione delle scene  e, soprattutto, dall’ascolto delle melodie e delle arie del capolavoro del Cigno di Busseto, ho tratto spunto e ispirazione per riandare indietro, con la mente, a stagioni lontane e a rappresentazioni del “Rigoletto” in un contesto logistico ben diverso e assai più circoscritto, e però contenenti un’anima e un fondo coinvolgenti, quasi sullo stesso piano e di eguale spinta penetrativa, rispetto alla freschissima presentazione in diretta sotto forma di film tratto dall’opera. C’erano, anzi si celebravano, una volta, in ogni paese della Puglia e quindi del Salento (ciò riguardava, per la verità, anche altre aree della Penisola, ma, nella sensibilità di chi scrive, il relativo riferimento è sfumato, dice poco e niente), le Feste patronali, ossia allestimenti in onore del Santo o della Santa protettori e, nell’ambito, di tali celebrazioni, si registrava, puntuale e immancabile, la presenza di una o più bande musicali, con una cinquantina di elementi, a cui toccava un ruolo di primo piano. Doveroso inciso, in questa sede null’altro di più, le feste patronali si svolgono anche oggi, ma si tratta di una storia proprio diversa, di proporzioni e concezioni agli antipodi in confronto al passato. Giacché, a quei tempi, nella ricorrenza principale, di maggiore solennità, che si attendeva con ansia da un anno all’altro, al primo posto dell’organizzazione e del piacere di fruizione, si poneva, giustappunto, l’esibizione della banda, mentre minore interesse era riservato alle luminarie e ai fuochi d’artificio, aspetti, specie gli ultimi, che, al presente, sono invece giudicati di effetto strategico primario, almeno secondo il metro del gradimento da parte della gente. Del resto, mette conto di ricordare che, allora, TV, radio, telefoni e telefonini, internet, non esistevano, i giornali circolavano appena e in minimi termini. Insomma, tranne rarissime eccezioni, la gente era nuda e cruda, si relazionava su onde di estrema semplicità, con il contorno esclusivamente degli umori, dei rumori, delle voci e dei canti degli elementi naturali circostanti: mare, cielo, campagne, uliveti, vigneti, distese di grano e di tabacco. Sicché, non pareva vera, sembrava un miracolo, l’opportunità di ascoltare e assaporare niente poco di meno che le opere musicali: persone che non avevano neanche potuto completare il ciclo delle scuole elementari, che in molti casi sapevano “fare” solo la firma, con la chance di godersi, almeno una volta all’anno, in 20, 30, 40, 50 ricorrenze di calendario, le note di Rigoletto, Traviata, Trovatore, Aida, Barbiere di Siviglia, Turandot, Norma, Madama Butterfly, Tosca, Elisir d’amore, I pini di Roma, La gazza ladra, Manon Lescaut, fino a riuscire a tenere a mente i passaggi salienti, a fissarli da un appuntamento al successivo. Su circa 2.000 abitanti, 300/400 anime, la maggior parte in piedi, qualche privilegiato seduto grazie alla gentilezza di compaesani abitanti proprio lì, affollavano la piazza, dal momento in cui risuonavano le percussioni sui grandi timpani per il saluto al maestro che saliva sul podio e sino all’ultima nota dell’esecuzione. Il silenzio regnava padrone, inframmezzato unicamente dagli applausi degli astanti nei passaggi spettacolari di maggiore attrazione. Si esprimevano sottovoce i venditori di noccioline o di coni gelati o di palle di pezza o di mostaccioli o di “cupeta” o di zucchero filato. Le giostre con l’ autoscontro, i dischi volanti e le barchette altalenanti, erano addirittura sistemate in spazi un po’ lontani, sempre per non disturbare le suonate della banda. In Puglia si contavano (magari, sono ancora oggi in attività) moltissime bande musicali, correnti sotto la tonda denominazione di “Concerto Musicale Città di….”, oppure “Gran Concerto Musicale Città di….”, oppure ancora “Premiato Gran Concerto Musicale Città di….”. Tra di esse, mi piace menzionare quelle che godevano maggiore prestigio: Bari (Maestro Vitale), Lecce (M° D’Ascoli), Squinzano (M° Abate), Gioia del Colle (M° Falcicchio), Conversano, Carovigno, Montemesola, Acquaviva delle Fonti, Noci, Mottola, Nardò (Banda Verde), Manduria, Francavilla Fontana. Provenivano, invece, da fuori regione (Irpinia), le bande di Sturno e di Montefalcione. Dicevo, all’inizio, pressoché cinquanta componenti ciascuna, fra cui i mitici e bravi solisti (flicorno soprano, flicorno sopranino, flicorno tenore, flicorno baritono, 1° clarinetto, 1° corno, tutti rigorosamente professori), coordinati da un Maestro e Direttore Concertista, da un Vice Maestro e Direttore Artistico e dal Capobanda amministrativo. Le bande si spostavano da un posto all’altro, in certi casi percorrendo distanze considerevoli,  su vecchi autobus e si acquartieravano, con brandine, cucine, attrezzature e materie prime per preparare i pasti, o nelle aule e nei corridoi delle scuole, oppure negli androni coperti di qualche palazzo signorile: unica eccezione, il Maestro, a beneficio del quale era cercata e trovava ospitalità presso una famiglia del posto. Molto bello e suggestivo, subito dopo il loro arrivo, il primo giro dei musicanti, in divisa ordinaria, per le vie del paese, e ciò come gesto d’omaggio alla popolazione; poi, un altro attraversamento dell’abitato al seguito della processione con i simulacri del  Patrono e degli altri Santi localmente venerati e, infine, la loro esibizione, in uniforme di gala, sulla cassarmonica alzata  nella piazza principale della località, che durava, con brevi intervalli, dal tardo pomeriggio sino alla mezzanotte e oltre, per l’esecuzione delle opere preventivamente “concordate” con il Comitato Festa ed elencate in un comunicato cronologico affisso alla base della cassarmonica stessa. Ritornando un momento alle attuali feste patronali, qualche giorno fa ho letto che, in una località del Salento, erano andati perduti i files di un computer relativi alla rendicontazione, entrate e uscite, per la festa da svolgersi da lì a poco in quel paese, con la conseguenza di una vera e propria ondata di panico Al che (non so come sia poi andata a finire la faccenda), mi è riapparso davanti agli occhi il vecchio detto in latino, magari maccheronico “Si charta (qui, file) cadit, tota scientia vadit”. Per fortuna, inconvenienti del genere non si verificavano per niente mezzo secolo e passa addietro. All’epoca, gruppi di amici, di ogni età e mestiere, si mettevano fra loro d’accordo e “uscivano” per organizzare la festa patronale. Dette persone, sicure, nella loro coscienza, di rappresentare, senza ombra di dubbio, l’intera comunità e di riscuoterne la fiducia, con pochi fronzoli, nel corso di lunghi mesi, svolgevano un lavoro volontario di grande e lodevole impegno, senza risparmiarsi e senza limiti. Per iniziare, si curava la presenza domenicale, in piazza, della “cassetta” per raccogliervi offerte dagli uomini che vi convenivano e sostavano per la S. Messa, per un passaggio alla bettola o, semplicemente, per capannelli e chiacchiere, sul più e sul meno, fra gruppi di amici e compaesani. C’era poi, in concomitanza, il giro, per opera di incaricati disponibili, di tre o quattro “guantiere” per le vie del paese, si bussava agli usci di ogni casa e anche lì donne e anziani deponevano un piccolo contributo. L’operazione principale consisteva, però, nel lungo e faticoso passaggio casa per casa, la sera dei giorni feriali, da parte di alcuni componenti del comitato festa, finalizzato a raccogliere e annotare, su un apposito registro, la “sottoscrizione” di ciascun nucleo familiare (la somma sottoscritta era materialmente versata nelle mani del Comitato, in prossimità o alla vigilia o la stessa sera della festa). Ancora, si spedivano centinaia di cartoline con l’immagine del Santo patrono ai compaesani residenti e/o dimoranti fuori, con la delicata richiesta di un contributo che, invero, non mancava di pervenire attraverso apposito vaglia postale intestato rigorosamente al Comitato. Infine, si raccoglievano manciate di grano sulle aie agricole in occasione della trebbiatura, “crie” d’olio dai macinanti “particolari” nei frantoi, o quantitativi di vino nei palmenti, o fichi secchi o carrube dai produttori. Merci che, ovviamente, erano vendute e monetizzate. Così, sul fronte delle entrate. In parallelo, con un’attenta occhiata ai consuntivi precedenti e alle previsioni d’incasso, si passava a contrattare, primariamente, la banda o le bande, e successivamente gli “apparati” (luminarie) e i fuochi pirotecnici. Si snodava un continuo e scrupoloso esercizio d’equilibrio fra le colonne del dare e dell’avere, ma, ciononostante, potevano, sporadicamente, emergere situazioni di imprevisti all’ultimo minuto e conseguenti timori di “disavanzi”; al che, nell’animo dei componenti del comitato, si affacciavano anche affanni e preoccupazioni. Nondimeno, alla fine, dominava sempre il principio che, agli impegni, occorreva ad ogni costo fare completamente e puntualmente fronte, sicché, tra le medesime persone, veniva fuori una sorta di parola d’ordine o di giuramento “se dovesse mancarci uno o due milioni (di lire), vorrà dire che ciascuno di noi, in aggiunta a quanto ha già sottoscritto e versato, si farà carico di un’ulteriore tassazione pro quota, in modo da pareggiare e saldare i conti”. Sicuramente, mai che aleggiassero, per gli interessati, ambizioni di lucro. Rivedo e ricordo tuttora i volti e le voci dei compaesani che con più spiccata frequenza solevano “uscire” per organizzare la festa patronale al mio paese di nascita. Per un piccolo e silenzioso gesto di riguardo nei loro confronti, desidero citarne i nomi: Costantino A, Cosimo A., Gervasio A., Valerio A., Antonio A,, Costantino C., Amleto M. Antonio M., Salvatore M., Salvatore F., Silvio B, Consiglio B., Remo M., Olivio N., Salvatore N., Adolfo M., Salvatore V. Un’ultima notazione. Nel mio piccolo centro di riferimento, la festa del patrono S. Vitale ricorre il 28 aprile. Negli anni lontani, come è noto, le stagioni erano ordinate e regolari, al contrario d’adesso, quel giorno si avvertiva, in genere, aria di primavera avanzata e, spesso, la temperatura era decisamente mite, quasi calda. Così, accadeva che, nel primo pomeriggio, dopo il pranzo, gruppi di bandisti, specie se provenienti da paesi dell’entroterra, scendessero a piedi all’insenatura Acquaviva  per “prendersi” il primo bagno della stagione. Un fatto, se si vuole irrilevante, che, ad ogni modo, per noi del posto, specie per noi ragazzini, era un rito. Voleva, in sostanza, significare, se non l’inizio vero e proprio, quantomeno un anticipo dell’estate che di lì a poco sarebbe arrivata in pieno.

Alessano

Apre l’università “Unitelma – Sapienza” ad Alessano

Presso l’Auditorium Benedetto XVI il nuovo Polo Didattico, frutto di un’intesa tra la Diocesi di Ugento – S.M. di Leuca e l’Università “La Sapienza” di Roma

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di Don Luca De Santis

Presso l’Auditorium Benedetto XVI di Alessano il nuovo Polo Didattico “Unitelma- Sapienza”. Un’università telematica a servizio dei giovani che vogliono intraprendere un indirizzo accademico e per chi, pur svolgendo un’attività lavorativa, desidera migliorare il proprio livello professionale all’interno della propria impresa oppure avviare un percorso specialistico che in precedenza non ha potuto realizzare.

Il nuovo Polo didattico verrà inaugurato venerdì 30 maggio. L’offerta formativa del Polo, oltre a dei percorsi di laurea, contempla l’opportunità di accedere a dei corsi di formazione, scuole di alta formazione e master.

Il nuovo Polo è figlio di un’intesa tra la Diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca e l’Università “La Sapienza” di Roma.

PERCHÉ ISTITUIRE UN POLO DIDATTICO NEL TERRITORIO ?

Le motivazioni sono molteplici, provo a enumerarne alcune. Da circa un ventennio i territori periferici della nostra Regione subiscono il problema dell’emigrazione dei giovani studenti: i nostri ragazzi intraprendono il loro cammino universitario presso le grandi città, una volta terminato il percorso non ritornano presso i loro luoghi natii procurando il godimento delle loro specializzazioni ad altri contesti territoriali e nello stesso tempo avviando quel processo di spopolamento che ormai è sotto gli occhi di tutti.

Tale consapevolezza è sempre stata presente nelle ansie pastorali del nostro vescovo mons. Vito Angiuli, il quale in quindici anni di presenza in Diocesi, ha cercato di istituire sin da subito dei rapporti con gli studenti universitari presenti in tutte le sedi italiane.

Basti pensare che la Diocesi di Ugento conta una popolazione di circa 125mila abitanti e la sola Università Cattolica è frequentata da 100 giovani provenienti da questa parte di territorio, mentre gli studenti appartenenti alla provincia di Lecce che sono iscritti sempre presso la medesima sono oltre 2.000, di questi la maggioranza non eserciterà, né farà ritorno nel luogo che gli ha visti crescere.

La presenza di un Polo si coniuga con le numerose iniziative che in questi ultimi quindici anni hanno concretizzato lo sforzo pastorale del nostro Vescovo di animare ed elevare culturalmente il nostro territorio.

Perché ciò si concretizzi è necessaria soprattutto la presenza stabile di giovani specializzati e preparati, capaci di cogliere, approfondire e innovare gli importanti aspetti storici, sociali e culturali della loro zona d’appartenenza.

Infine, la presenza del Polo sul nostro territorio manifesta una risposta caritativa da parte della Chiesa locale nei confronti delle famiglie salentine.

Infatti, si ha l’opportunità di accedere a dei percorsi di studio garantiti dall’Università “La Sapienza” abbattendo dal punto di vista economico le spese delle famiglie: l’affitto di una stanza, la sussistenza in un’altra città e le altre possibili problematiche legate a questo aspetto.

L’università telematica “Unitelma-La Sapienza” è stata fondata a Roma nel 2004 ed è accreditata presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur).

La sua offerta formativa conta corsi di laurea in Economia, Giurisprudenza, Informatica, Archeologia e Psicologia.
Vi è l’opportunità di iscriversi a numerosi master di I e II livello insieme a corsi di formazione e all’Alta Scuola di Formazione approvati e tenuti dai professori dell’Università “La Sapienza”.

Le lezioni sono esclusivamente online, mentre gli esami si svolgeranno in presenza nella sede di Alessano.

Presso il nuovo Polo didattico sarà presente una Segreteria in grado di supportare lo studente alla scelta e al percorso di indirizzo di studio.
Una Segreteria composta da un Referente, un Tutor e un Segretario, raggiungibile durante i giorni lavorativi sia in presenza che con una mail o un numero telefonico dedicato.

La presenza di un Polo didattico permetterà anche l’organizzazione di master, convegni e seminari che aiutino a rispondere alle problematiche sociali del territorio interagendo con tutto il mondo associativo e istituzionale.

Per ulteriori info, sito internet unitelmasapienza.it.
Nei primi giorni di maggio saremo presso alcune scuole del territorio per presentare agli studenti il progetto, per poi inaugurare il nuovo Polo venerdì 30 maggio.

Il nuovo Polo Didattico ha sede in Alessano presso l’Auditorium Benedetto XVI, sulla Strada Statale 275.
Sarà attivo dal 1° giugno prossimo.
L’indirizzo mail è polo.lecce@unitelmasapienza.it

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Appuntamenti

30° Rally di Casarano, in cinquantacinque al via

In programma il 5 e 6 aprile nel Salento. Francesco Rizzello in coppia con Fernando Sorano punta all’ottava vittoria della corsa, tra i candidati anche D’Alto-Liburdi, Di Gesù-Quarta, Carra- Mezzina. Da domani, alle ore 16, in piazza San Giuseppe a Casarano.

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BENTORNATO “CASARANO”: IN CINQUANTACINQUE AL VIA DOMANI PER IL 30° RALLY

E’ un invito a festa il 30mo anniversario del Rally Città di Casarano che, dopo un anno di pausa, è giunto all’edizione celebrativa, questo weekend sulle strade del basso Salento aprirà la stagione automobilistica 2025: sono infatti cinquantacinque gli equipaggi iscritti alla gara nazionale ACI Sport organizzata dalla Scuderia Casarano Rally Team in collaborazione con l’Automobile Club Lecce.

Lo staff, soddisfatto per la positiva risposta di partecipazione, è ormai da giorni sul posto, nel nuovo grande Rally Village indoor ubicato nella Zona Industriale 14 di Casarano, dove appassionati e curiosi si dirigeranno in questa due giorni per scoprire l’inedito quartier generale. Per la prima volta, infatti, i padiglioni dell’ex stabilimento Filanto ’92 ospiteranno parco assistenza, verifiche sportive e tecniche (in programma domani dalle ore 8 alle 12), riordino e per il giorno uno persino refueling.

Nomi noti e nomi nuovi compongono l’elenco dei partecipanti al “Casarano ‘25”, che rappresenta un banco di prova importante sugli impegnativi asfalti di questo bellissimo ed affascinante lembo di Puglia, con i tipici muretti a secco, le pajare, le campagne con la terra rossa e gli ulivi, l’azzurro del cielo e del mare. Molti piloti li hanno già incontrati e ne conoscono bene le insidie, pronti a sfidarle nuovamente.

Primo tra tutti il salentino doc Francesco Rizzello, che il Rally di Casarano lo ha vinto più di tutti, ben sette volte, terzo lo scorso anno in coppia con Fernando Sorano alla prima uscita sulla Hyundai i20 R5, e questa volta intenzionato al primato a bordo di una delle cinque potenti Skoda Fabia R5 2N Rally 2 presenti nella kermesse.

Sulla fiancata dell’auto della Erreffe Team ci sarà il numero “5” e non il previsto numero “1”, che invece è stato concesso, per gesto di sportività e cavalleria proprio da parte de driver della scuderia Salento Motori, al veterano e detentore del CRZ over 55 Maurizio Di Gesù, il cui sogno è sempre stato partire con il primo numero sulla vettura e che, dunque, si realizzerà domani al volante della Skoda Fabia accompagnato alle note dall’esperto navigatore leccese Cristian Quarta.

Tra i candidati al podio spiccano i nomi del salernitano Gianluca D’Alto navigato dal laziale Mirko Liburdi, vincitore del Casarano nel 2018, del giovane casaranese Matteo Carra affiancato da Lorenzo Mezzina su Skoda Fabia Evo di Errefe Team, di Massimo De Rosa con Mirko di Vincenzo alle note su vettura gemella firmata Lion Team. Su Skoda ci saranno anche Mauro Longo e Simone Melcarne.

Chiude la classe Rally 2 la Peugeot 208 dei portacolori della Motorsport Scorrano Mauro Santantonio e Cosimo Cataldi, e chiudono il Gruppo RC2N la 208 Super 2000 di Mauro Adamuccio con Salvatore Tridici, e la Lancia Delta HF Integrale A8 – tutta da ammirare – di Claudio D’Amico con Rodolfo Lucrezio. Sarà da seguire con massima attenzione la frizzante Renault Clio 3N S 1600 numero “10” del casaranese Guglielmo de Nuzzo, vincitore dell’edizione 2021, che sarà guidato alle note da Maurizio Iacobelli.

Da qui scattano le interessanti lotte nelle altre classi, con possibili protagonisti come gli equipaggi De Rosa- Natale e Mele- Potera su Peugeot 208 Rally 4, De Rosa- Manco e Gravante- Mergola sulle francesi aspirate, Pisacane-Manco e Primoceri-Ciullo su Renault Clio N3, Ferilli-Rosa su Citroen Saxo Vts A6, Memmi-Mastrogiovanni su Citroen Saxo Vts N2, Sarcinella-Pellegrino su Citroen Saxo Vts Racing Start 1.6.

Il 30° Rally Città di Casarano, realizzato con i patrocini di Regione Puglia, Provincia di Lecce e dei Comuni di Casarano e Miggiano, è stato organizzato in una versione speciale, con novità assolute e grandi ritorni. Lo Shakedown (il test con le vetture in allestimento gara) si svolgerà in contrada “Monticelli” a Casarano, su un percorso di 2,10 km, la mattina di sabato 5 aprile, dalle ore 9.30 alle 12:30.

Per la prima volta nella storia della corsa, partenza e arrivo si terranno nel cuore della cittadina, in piazza San Giuseppe (ex piazza Indipendenza). Qui sarà allestito un palco partenza da cui scatterà il via ufficiale della competizione, sabato 5 aprile alle ore 16, e dove le vetture torneranno domenica 6 aprile, alle 17.30, per l’arrivo finale e la cerimonia di premiazione. Inedita per la competizione salentina sarà la disputa di una Prova Speciale in notturna, la PS 2 “Specchia”, lunga 7,20 km, sabato 5 aprile, con partenza della prima vettura fissata alle ore 20:24 per 7,20 chilometri.

Il primo passaggio è alle 17:15. Ci sarà il grande ritorno della mitica PS “Palombara”, in tabella domenica 6 aprile, con una configurazione di 11 km che comprende il celebre tratto iniziale che fu teatro dell’Europeo dei tempi di Blomqvist. Sono due i passaggi previsti, con primo start alle ore 10:13, e secondo alle ore 13:56. A completare il programma di domenica 6 aprile, la Prova Speciale “Miggiano”, di 8,60 km., da ripetersi tre volte, alle 9:19, alle 13:02 ed alle 16:45, l’ultimo tratto cronometrato della competizione. Sono sette le Prove Speciali della corsa, lunghe complessivamente 62,20 km, e 245,20 i chilometri totali del percorso comprendente i trasferimenti da una prova all’altra.

La Prefettura ha disposto con ordinanza la chiusura al traffico delle strade interessate alla gara nei comuni di Casarano, Miggiano, Montesano Salentino, Presicce Acquarica, Salve e Specchia, per i giorni 5 e 6 aprile 2025 rispettivamente dalle ore 09,00 alle ore 22,00 e dalle ore 7,00 alle ore 18,00 e comunque sino a conclusione della manifestazione.

Le informazioni sull’evento sono disponibili sul nuovo sito internet della manifestazione, all’indirizzo www.casaranorallyteam.eu e sull’applicazione Sportity (codice gara CASARANO2025).

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Attualità

Fiera Externa, tutto pronto oggi si parte

Oggi, alle ore 18, il via alla 18esima edizione della Fiera Internazionale dell’arredo e degli spazi esterni

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Tutto pronto al Lecce Fiere, contenitore espositivo sito in Piazza Palio a Lecce, per il taglio del nastro che inaugurerà ufficialmente, alla presenza dei massimi rappresentanti istituzionali del territorio, la 18esima edizione di una delle fiere dell’arredo degli spazi esterni più importante d’Italia e d’Europa.
Hanno annunciato la loro presenza, oltre a Corrado e Francesco Garrisi, massimi responsabili del salone espositivo dell’outdoor leccese, il Presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva, la Sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone, l’Assessore regionale dello sviluppo economico Alessandro Delli Noci, il Presidente della CCIAA di Lecce Mario Vadrucci, i referenti delle principali associazioni di categoria collegate al comparto dell’arredo degli esterni, i presidenti degli ordini professionali architetti, geometri, agronomi, paesaggisti e docenti e studenti dell’Istituto Tecnico e Professionale Antonietta De Pace di Lecce, che con Externa, intesse da anni importanti progetti di alternanza scuola-lavoro.
*La filosofia di EXTERNA*
Externa si conferma come vetrina d’eccellenza per presentare in anteprima nazionale prodotti e soluzioni riguardanti l’outdoor living. Numerosi sono i comparti produttivi interessati da questo settore, come l’illuminotecnica, le coperture, gli infissi, le soluzioni edili per l’esterno, il design del verde, gli arredi e le attrezzature per stabilimenti balneari, le piscine, le spa, l’arredo urbano, il verde pubblico ed altri segmenti collegati. Inoltre, grazie alla collaborazione con i principali ordini professionali e di categoria, dagli architetti ai geometri agli agronomi/paesaggisti, e grazie alla presenza di importanti professionisti legati al mondo del idesign, Externa è anche momento di approfondimento e di scambio culturale che vede l’organizzazione di workshop, concorsi di idee ed incontri tematici, con il riconoscimento di crediti formativi.
*Le date da appuntare*
• Inaugurazione ufficiale il 4 aprile alle ore 18 alla presenza delle istituzioni
• Incontro dibattito da titolo “Il Turismo all’aria aperta”
Sabato 5 Aprile, ore 11, Piazza Palio | Lecce
Dopo i saluti istituzionali, i temi trattati saranno: “Nuovi modi di vivere il paesaggio del Salento” e “Glamping, camping, prospettive e opportunità”.
• Lunedì 7 aprile torna il Contract Day, un’intera giornata dedicata ai contratti B2B in cui i fornitori riservano maggiore attenzione a chi ha un’attività da arredare
Anche per quest’anno si rinnova l’invito alla compilazione del form per scaricare il biglietto di accesso alla fiera, presente sul sito www.externaexpo.it.
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