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Cronaca

Scambiarono melanoma per neo: accusati 8 medici

Respinta richiesta di archiviazione del caso di Roberta Filippo, morta a 30 anni per un tumore preso sottogamba

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Se diagnosticato per tempo, forse Roberta non sarebbe morta.


Ruota attorno a questa agghiacciante tesi l’ipotesi di omicidio colposo portata avanti dal giudice per le indagini preliminari sul caso della morte di Roberta Filippo, ragazza di Scorrano deceduta il 6 marzo 2012 per un melanoma.


La giovane, 30enne, perse la vita in seguito ad un calvario a causa di quello che inizialmente sembrò un innocuo neo ma si rivelò essere un tumore maligno. La giovane, nel 2010, si recò presso uno studio dermatologico privato a Galatina per la rimozione di un neo. Qui le fu praticato un raschiamento cutaneo nell’area interessata, con la tecnica cosiddetta “shaving”, con una condotta che il gip giudica “negligente e parziale”. Da lì, il caso passa a Lecce, nelle mani di una istologa indagata per lo stesso motivo. Nell’autunno 2011 le condizioni di Roberta peggiorano e la ragazza viene ricoverata nell’ospedale di Scorrano, dove resta per un mese. Anche qui, secondo il giudice, i medici non approfondiscono come necessario le cure, prendendo sottogamba la questione.

A questo punto, a circa 30 giorni dal ricovero, quando la giovane ha ormai difficoltà anche a deambulare, i genitori decidono il trasferimento ad Ancona dove, in ospedale, le viene diagnosticato l’intaccamento di più organi ad opera della metastasi. Poche settimane dopo, Roberta muore nell’ospedale marchigiano.


Di pochi giorni fa invece la notizia della decisione del gip di respingere la richiesta di archiviazione del pm, procedendo all’imputazione coatta per omicidio colposo di 8 dei medici nelle mani di cui, in tutto quel triste iter, passò la salute della ragazza. Cinque di questi, sono dell’ospedale di Scorrano.


Carmiano

Ancora incendi d’auto: in due in fiamme nella notte

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(immagine di repertorio)

Momenti di paura nella notte a Carmiano, dove due auto sono state avvolte dalle fiamme mentre erano parcheggiate lungo via Kennedy. L’incendio si è verificato intorno alle 00:25 di venerdì 4 aprile.

A dare l’allarme alcuni residenti della zona, svegliati dal forte odore di bruciato e dalle fiamme visibili in strada. Sul posto sono prontamente intervenuti i Vigili del Fuoco del Distaccamento di Veglie, supportati dal Comando Provinciale di Lecce.

Secondo una prima ricostruzione, il rogo è partito da una BMW X2 per poi estendersi a una seconda vettura parcheggiata poco distante. Il tempestivo intervento dei pompieri ha evitato conseguenze peggiori, riuscendo a domare le fiamme e a mettere in sicurezza l’area.

Fortunatamente, non si registrano feriti. I danni sono circoscritti ai due veicoli coinvolti. Restano da chiarire le cause del rogo: al momento, non si esclude alcuna ipotesi. Sul posto anche i Carabinieri della Stazione di Carmiano, che hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini del caso.

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Arnesano

Cocaina, hashish e marijuana, arresto per spaccio

L’operazione ha portato al fermo di un 36enne e al rinvenimento di un significativo quantitativo di sostanze stupefacenti, sottolineando l’importanza della vigilanza e della collaborazione tra istituzioni e cittadini nella lotta alla criminalità

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I carabinieri del NORM della Compagnia di Maglie hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 36 anni, disoccupato, di Arnesano, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione ha portato al rinvenimento di un significativo quantitativo di sostanze stupefacenti, sottolineando l’importanza della vigilanza e della collaborazione tra istituzioni e cittadini nella lotta alla criminalità.

Durante una perquisizione domiciliare, i carabinieri hanno sequestrato circa 190 grammi di sostanze stupefacenti, di cui 75 grammi di marijuana, 100 grammi di hashish e 15 grammi di cocaina.

La scoperta di banconote per oltre 500 euro e di un bilancino elettronico di precisione evidenzia la volontà del giovane di gestire un’attività illecita.

Questo intervento dei carabinieri non è solo un arresto, ma rappresenta un chiaro messaggio contro il traffico di droga e le piazze di spaccio che continuano a minacciare la sicurezza delle piccole comunità.

Le sostanze stupefacenti rinvenute saranno sottoposte a perizia chimica tossicologica per determinarne la composizione e il valore sul mercato illecito, un passaggio fondamentale per comprendere l’ampiezza del fenomeno e per pianificare strategie di prevenzione.

Il 36enne è ora agli arresti domiciliari come disposto dal PM di turno della Procura della Repubblica di Lecce.

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Cronaca

Doppio intervento dei soccorsi a Tricase per donna in stato di agitazione

Si allontana, senza portare a termine le cure mediche, dall’ospedale dove era stata condotta dal 118 nella notte: rintracciata e raggiunta dalle forze dell’ordine stamattina in stazione a Tricase

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Doppio intervento a Tricase, tra la notte appena trascorsa e questa mattina, da parte dei carabinieri della locale Comapagnia e del 118, in soccorso di una donna in stato di agitazione.

Nella tarda serata di ieri, si è resa necessaria la presenza delle forze dell’ordine nella zona di via Carlo Cattaneo. Una chiamata giunta ai numeri di emergenza segnalava una donna in difficoltà in strada, in probabile stato di ubriachezza.

L’intervento del 112 è stato supportato dal personale sanitario del 118. La donna, originaria di Corsano ma residente a Tricase, è stata condotta in ambulanza presso il nosocomio di Scorrano.

In ospedale, tuttavia, non avrebbe portato a termine le cure mediche. Il suo abbandono preventivo del “Delli Ponti” ha fatto quindi scattare la segnalazione di abbandono preventivo del pronto soccorso.

Nella mattinata di oggi, la donna è stata rintracciata nuovamente a Tricase, questa volta presso la stazione ferroviaria.

Qui sono nuovamente accorsi carabinieri ed ambulanza. La presenza dei sanitari e della pattuglia in stazione ha fatto rapidamente diffondere la notizia dell’intervento della macchina dei soccorsi in paese. Soccorsi intervenuti affinché la donna possa portare a termine le cure utili a recuperare le condizioni necessarie al rientro a casa in autonomia.

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