News & Salento
“Amici 17”: Matteo Cazzato vince il primo serale
Presicce. Contro ogni critica, sopratutto da parte di Rudy Zerbi che lo definisce “inascoltabile”, Matteo stupisce tutti con la sua splendida voce e vince il primo serale della nota trasmissione di canale 5

“Grazie, veramente grazie, vorrei salutarvi e abbracciarvi tutti ad uno ad uno. Spettacolo! Ancora non ci credo”. Sono queste le parole con le quali Matteo Cazzato ha commentato l’inaspettata vittoria al primo serale di “Amici di Maria De Filippi” su Canale 5.
Originario di Presicce il giovane ha conquistato il pubblico di Mediset con la sua voce e il suo talento, in gara con lui Einar e Biondo.
Una bella rivincita contro Rudy Zerbi che non ha mai creduto nelle potenzialità di Matteo, definendolo addirittura inascoltabile.
A spronare il ragazzo, invece, Giusy Ferreri, affermata cantante palermitana, anche lei lanciata da un talent, nel 2008 si classificò infatti seconda alla prima edizione italiana di X-Factor.
I genitori del salentino hanno seguito la puntata da casa della figlia a Cremona. E’ stata tanta la felicità dei famigliari e degli amici per Matteo.
Si attende ora la prossima puntata che andrà in onda sabato 14 aprile su canale 5, alle ore 21.10.
Cronaca
Torna su il tasso di positività: 10,19%
Sono 1.159 i nuovi positivi in Puglia; 104 solo nella provincia di Lecce. Registrati altri 25 decessi, due dei quali nel leccese

Torna ad alzarsi il tasso di positività in Puglia.
Il bollettino di oggi ci informa che sono stati registrati 1.159 casi positivi a fronte di 11.485 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus.
Il tasso di positività dunque si attesta al 10,19%, sempre ben al di sotto della media recente (13-14%) ma in netto rialzo rispetto a ieri (6,84%)
In provincia di Lecce i nuovi positivi sono 104.
Tristemente ancora “corposo” il bilancio dei decessi di pugliesi con covid: 25 di cui 2 in provincia di Lecce.
Il riepilogo
Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati effettuati 1.208.705 test.
53.822 sono i pazienti guariti.
55.101 sono i casi attualmente positivi.
Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 111.840, di cui 9.053 nella sola provincia di Lecce.
IL BOLLETTINO EPIDEMIOGICO DEL 20 GENNAIO
Lecce
Altri 16 posti in terapia intensiva al DEA di Lecce
Emiliano: «Abbiamo rafforzato ulteriormente il dispositivo di sicurezza Covid e, contemporaneamente, stiamo lasciando in eredità alla Puglia il raddoppio di tutto il sistema della terapia intensiva»

Al DEA “V. Fazzi” di Lecce attivati sedici posti letto di terapia intensiva respiratoria per pazienti Covid.
Ne ha dato notizia sulla sua pagina facebook il governatore di Puglia Michele Emiliano: «È stata una giornata importante perché abbiamo rafforzato ulteriormente il dispositivo di sicurezza Covid; contemporaneamente stiamo lasciando in eredità alla Puglia il raddoppio di tutto il sistema della terapia intensiva».
Secondo il presidente della Regione, «questi nuovi posti letto ci consentono un paracadute per una terza ondata che speriamo non ci sia o quantomeno non sia drammatica come la seconda».
Il DEA di Lecce è una delle strutture più importanti della Puglia. Da oggi, ai 44 posti di pneumologia si aggiungono sedici posti ulteriori di terapia intensiva respiratoria immediatamente riconvertibili in rianimazione di tipo respiratorio.
«Tutti quanti i pazienti con una sindrome clinica importante», sottolinea Emiliano, «potranno essere ricoverati in questi ambienti, essere monitorati attraverso moderne strumentazioni e finché non c’è la necessità di intubazione invasiva potranno essere mantenuti in questi reparti».
Cronaca
Terme di Santa Cesarea, lavoratori in agitazione
“Ritardi nei pagamenti e incertezze sul futuro della società”. Le organizzazioni sindacali scrivono nuovamente a Regione e Comune: “Subito un incontro!”

Incertezza e dubbi sul futuro dei lavoratori impiegati nella società Terme di Santa Cesarea, pronti a protestare per i ritardi nel pagamento della quattordicesima e la parziale corresponsione dello stipendio di dicembre (comprensivo della tredicesima), ma soprattutto preoccupati per le prospettive occupazionali.
Per queste ragioni, le segreterie territoriali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil di Lecce hanno scritto nuovamente al governatore di Puglia Michele Emiliano, al Comune di Santa Cesarea Terme e alla Direzione aziendale, al fine di sollecitare un incontro urgente.
«In nome e a tutela dei lavoratori impiegati nella società Terme di Santa Cesarea, esprimiamo profonda preoccupazione per il loro futuro lavorativo e delle relative famiglie, anche in considerazione del mancato rinnovo del Cda della società e delle varie assemblee convocate e il più delle volte rinviate proprio a causa della mancata partecipazione del socio di maggioranza, cioè della stessa Regione Puglia. Pertanto, chiediamo un incontro urgente con i livelli istituzionali interessati per esaminare lo stato della situazione in essere e le possibili soluzioni», scrivono nella lettera i rappresentanti sindacali Mirko Moscaggiuri (Filcams), Carmela Tarantini (Fisascat) e Antonio Palermo (Uiltucs), i quali ricordano che la prima richiesta di incontro, rimasta inevasa, è stata inviata il 9 settembre del 2019 e, a questa, hanno fatto seguito già numerosi solleciti.
«Nonostante le nostre lettere e richieste inviate alla Regione e anche al Comune di Santa Cesarea Terme», scrivono infatti, «fino ad oggi non abbiamo mai ricevuto risposta e questo ci amareggia non poco. Il nostro obiettivo è di partecipare a un percorso di valorizzazione del sito termale che parli di stabilità ai lavoratori e sviluppo del territorio. Non è possibile rimandare ulteriormente, questo silenzio da parte delle istituzioni è inaccettabile. I lavoratori sono molto preoccupati, dopo mesi di cassa integrazione vogliono risposte, capire quale futuro attende loro e le rispettive famiglie».
«Ecco perché», concludono dale segreterie delle organizzazioni sindacali, «è fondamentale che la Regione rompa questo silenzio e ci dica quali investimenti intende mettere in atto per la crescita e lo sviluppo delle Terme, nonché per la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali».
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