Attualità
Tricase: martedì scuole chiuse
I plessi degli istituti comprensivi “Via Apulia ” e “Pascoli ” saranno interessati da un intervento di igienizzazione e sanificazione straordinaria. Intanto scoppiala “polemica delle borracce”
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Domani tutti i plessi degli istituti comprensivi “Via Apulia” e “Pascoli” (infanzia, elementari e medie) resteranno chiusi per consentire un intervento di igienizzazione e sanificazione straordinaria.
Lo ha annunciato il sindaco Carlo Chiuri attraverso la propria pagina facebook: «Il Comune di Tricase ha disposto un intervento di igienizzazione e sanificazione straordinaria degli edifici scolastici di competenza».
L’ intervento, chiarisce il sindaco è stato previsto «nell’ambito delle misure precauzionali ed al solo fine di porre in esse azioni di prevenzione» e verrà effettuato martedì 3 marzo.
A tale scopo conclude Chiuri, «con apposita ordinanza verrà disposta per la medesima giornata la chiusura delle scuole interessate».
LA POLEMICA DELLE BORRACCE
Intanto, sempre a proposito di scuola, nei giorni scorsi giusto per non farsi mancare nulla è scoppiata la polemica delle boracce.
Il 27 febbraio scorso l’ufficio di presidenza del consiglio comunale (presidente Dario Martina, vice presidente Nunzio dell’Abate) dopo aver donato una borraccia ai componenti del Consiglio comunale dei ragazzi (CLICCA QUI) annuncia che «nell’ottica della campagna ambientale “Plastic free challenge” e con la finalità di trasmettere un forte messaggio istituzionale, abbiamo assunto l’iniziativa di fornire i componenti del nostro Consiglio comunale di quello dei ragazzi, nonché tutti i dipendenti comunali, di una borraccia in acciaio ivi impresso lo stemma della città accompagnato dalla dicitura “Il Consiglio comunale di Tricase”».
Francesca Longo: «Parlare e fare per apparire»
L’iniziativa ha provocata la replica piccata del gruppo “Cambiamenti” con la consigliera di maggioranza Francesca Longo che ha diffuso via social una nota: «Con insolito stupore apprendiamo che l’Ufficio di Presidenza ha condiviso, con estremo ritardo, la nostra campagna di sensibilizzazione su un tema fondamentale in ottica ambientale, distribuendo borracce in acciaio ai dipendenti comunali per eliminare bottigliette in plastica. Peccato che l’ufficio di Presidenza si sia reso conto solo ora dell’ importante campagna di sensibilizzazione “Plastic Free”, iniziata già nel mese di ottobre, quando il nostro Comune, con delibera di Giunta n.139 del 11/10/19, deliberò l’acquisto di 1800 borracce in alluminio per gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado, con la consapevolezza che il messaggio sul tema ambientale dovesse partire ed essere recepito dai ragazzi per poi entrare nelle loro famiglie, in linea con la campagna di sensibilizzazione del Ministero dell’Ambiente».
«L’obiettivo della nostra iniziativa», si legge ancora nella nota, «non era distribuire borracce gratuitamente, ma educare i più piccoli a fare a meno della plastica, perché, sempre più spesso, sono loro ad insegnare a noi adulti, troppo distratti dai ritmi frenetici, le buone maniere.
Nulla di nuovo quindi! Iniziativa già in essere. Basti pensare che sono ancora a disposizione circa 480 borracce che saranno presto distribuite. Appare, quindi, strana e capziosa questa mobilitazione dei due componenti dell’ufficio di Presidenza nel recuperare sponsorizzazioni, acquistare nuove borracce, distribuirle agli uffici comunali ed al Consiglio Comunale dei ragazzi per autoproclamarsi fautori della svolta “Plastic Free”».
La Longo poi rincara la dose: «Penso poi all’invito, non certamente casuale, giuntoci in netto ritardo, due ore prima della consegna al Consiglio Comunale dei ragazzi.
Strategia perfetta! Ma non importa, a noi interessa la sostanza e non la forma! Ma siamo già in campagna elettorale ed ogni momento è consono per autoacclamarsi come il “nuovo”, come il “bello”, come il “futuro” (…)
Essere o apparire? Scelta difficile, certo. E il buon mantra dell’abito che non fa il monaco finisce per rimanere nella lista dei buoni principi. Sta a noi decidere se farci abbindolare dall’apparenza delle persone», conclude, «oppure seguire chi, nella sua spontaneità, opera per il bene comune senza pretendere nessun riconoscimento».
La risposta dei diretti interessati non si fa attendere.
Martina: «Poca memoria»
Dario Martina: «Con stupore e davvero profonda tristezza apprendo, carissima consigliera Longo, di questo suo post. Non avrei mai creduto che su un tema come quello ambientale, che dovrebbe trovare l’unità di intenti senza alcuna distinzione di colore o appartenenza, si potesse anche solo pensare alla strumentalizzazione o al fine apparire. Ma ahimè, devo purtroppo ricredermi».
Il presidente del Consiglio comunale passa poi al contrattacco: «Se solo avesse avuto più memoria, o fosse stata più attenta come giovane amministratrice, si sarebbe resa conto che l’Ufficio di Presidenza è stato tra i primi in Italia ad aderire alla campagna di sensibilizzazione “plastic free challenge” lanciata dal ministro Costa. Lo fa molto tempo prima della D.G. dell’ottobre 2019 a cui Lei fa riferimento. L’Ufficio, che io mi onoro di presiedere, già nei primi suoi atti dà la sua impronta, che è segno di attenzione e sensibilizzazione all’ambiente; elimina la plastica dalle sedute consiliari sostituendola con vetro a rendere e bicchieri in carta. Solo un primo passo, come tenni a precisare in Conferenza dei Capigruppo prima e a ribadire in Consiglio poi, condividendo la proposta della consigliera Sòdero. Il passaggio successivo, infatti, sarebbe stato, in un progetto di più ampio respiro, l’acquisto di borracce in acciaio e la collocazione nella Casa Comunale di un distributore a servizio non solo dell’Assise, del Consiglio dei Ragazzi, dei dipendenti comunali ma anche, e soprattutto, di quei tanti cittadini che nella loro Casa si recano ogni giorno come utenti. E tutto questo senza intaccare le casse comunali, ossia le tasche dei cittadini-contribuenti.Nulla di nuovo dunque… almeno su questo ha ragione! Solo il proseguo di una iniziativa già in essere su un tema, come quello ambientale, che non è del passato ma sempre attuale e sul quale noi Amministratori prima di tutti, siamo chiamati a dare l’esempio».
Dell’Abate: «Specchio della confusione politico-amministrativa di una maggioranza sfaldata e picconata da un sindaco assalito dalla sindrome delle dimissioni»
Nunzio Dell’Abate: «Resto letteralmente basito da questa entrata a gamba tesa su una iniziativa nella campagna di sensibilizzazione “Plastic Free Challenge” che non dovrebbe mai avere fine e sulla quale, sommessamente, davamo per scontata la piena condivisione, se non gratitudine e compiacimento».
«Evidentemente», a il vice presidente del Consiglio comunale, «avrai preso un grosso abbaglio, giustificato dalla confusione politico-amministrativa che stai vivendo all’interno di una maggioranza da tempo sfaldata e costantemente picconata da un sindaco assalito dalla sindrome delle dimissioni. Perchè non si spiega diversamente come hai potuto dimenticare che io stesso, in un consiglio comunale di circa quattro mesi fa, anticipai la volontà dell’ufficio di presidenza di muoversi in questa direzione per dare un segnale istituzionale forte, attraverso l’esempio virtuoso di plastic free da parte proprio della macchina politico-amministrativa, anche nella componente consiliare dei ragazzi. Come sono certo che il Tuo capogruppo della lista Cambiamenti Ti abbia avvisato, ma Ti sarà sfuggito, che nella conferenza dei capigruppo del mese scorso annunciai di essermi procurato io le borracce ed il Presidente l’erogatore di acqua, ovviamente a costo zero in quanto come saprai l’Ufficio di Presidenza non è dotato di risorse. In quell’occasione dissi che avremmo iniziato la consegna prima con i consiglieri ragazzi in occasione della loro prima seduta -per dare loro importanza-, poi con noi adulti ed a seguire con tutti i dipendenti.
Difatti, appena appresa -la sera prima- la notizia della convocazione del Consiglio Comunale dei Ragazzi, ci siamo subiti attivati invitando sindaco e consiglieri, a partecipare in modo da palesare ai ragazzi la sacralità del momento.
Il sindaco ha ritenuto di farsi sostituire dall’assessore Sonia Sabato ed erano presenti anche l’assessore Lino Peluso e la consigliera Federica Esposito.
Ti confesso che è stata una seduta emozionante e formativa per tutti e l’occasione mi è ghiotta per ringraziare nuovamente le dirigenti, vero cuore pulsante delle buone prassi ambientali cui abituare i nostri giovani alunni.
Alla distribuzione delle borracce ai dipendenti comunali ti troverai di sicuro in quanto, per esserci tutti noi consiglieri, abbiamo optato per la prossima seduta di consiglio al cui termine ci recheremo insieme, Sindaco in testa, presso i vari uffici per la consegna.
Peccato che nessuno ci avvisò, neppure all’ultimo momento, in occasione della distribuzione delle borracce in alluminio nelle scuole a tutti gli alunni. Ci saremmo stati volentieri; mio figlio rimase male che non mi vide con voi a scuola, un pò stizzito ve lo rimproverai ma accettai subito le Tue scuse per la dimenticanza in cui eravate incorsi.
E peccato che non avete comunicato per tempo la vostra decisione di acquistare le borracce in alluminio al costo di 3.800 euro, l’abbiamo saputo a cose fatte. Vi avremmo suggerito di scegliere un materiale più consono ed igienico, oltrechè più resistente. Molti ragazzi non le stanno usando e diversi genitori si sono lamentati della tipologia.
Insieme magari avremmo trovato la soluzione per non intaccare le casse comunali e soprattutto per rendere fruibile e completa l’iniziativa con la collocazione degli erogatori di acqua per l’approvvigionamento in loco.
«Ovviamente», conclude sarcastico Dell’Abate, «non ci è neppure sfiorato dalla mente che quella cerimonia di consegna nelle scuole fosse un vostro modo di apparire...».
Attualità
Cassa integrazione: c’è luce in fondo al tunnel?
Primato nero per il Leccese sugli ammortizzatori sociali: il punto sulla flessione in atto con Mario Vadrucci (Camera di Commercio), Gabriele Abaterusso (Sud Salento srl) ed Antonio Bramato (OLC)
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di Lorenzo Zito
Un campanello d’allarme suona forte in provincia di Lecce nel mondo del lavoro e della produzione. Il Salento ha chiuso il 2024 con un primato da paura: siamo primi in Italia per aumento di ore di ammortizzatori sociali richieste rispetto all’anno precedente. Lecce (e provincia) segnano un +275% nel periodo gennaio-settembre 2024. La più vicina, Biella, si ferma ad un +188.
Il totale di ore autorizzate nel Leccese ammonta ad oltre 5milioni e 150mila. In media circa 69 ore per azienda. I dati snocciolati da “Il Sole 24 Ore” raccontano che (su scala nazionale) i settori più interessati dall’aumento d’ore di cassa integrazione sono: pelli-cuoio-calzature (+139,4%), abbigliamento (+124,7%), tessili (+74,6%) e meccaniche (+48,3%). Con quest’ultimo che, oltre ad essere tra i primi per aumento, segna il record di ore richieste: 152 milioni e 845mila (un abisso la distanza dal secondo, il metallurgico, che si ferma sotto i 30milioni).
Incrociando i dati, proviamo a fare zoom sulla nostra area andando a toccare con mano la situazione in essere in alcuni di settori citati (moda e meccanica) su quello che, sempre stando ai numeri, è il territorio più in affanno in tutto lo Stivale.
MARIO VADRUCCI. CAMERA DI COMMERCIO LECCE
Ci introduce all’argomento il presidente della Camera di Commercio di Lecce, Mario Vadrucci, che forte della sua esperienza pluriennale tra le pieghe dell’economia locale ci restituisce una fotografia del momento: “Questo periodo storico ci dimostra quanto le crisi internazionali impattano anche sul nostro Salento. A volte si fa fatica a immaginare che situazioni geopolitiche lontane abbiano peso su scala ridotta ed a migliaia di chilometri. Invece, la fase convulsa che viviamo sta mettendo in difficoltà diverse aziende, soprattutto piccole e medie realtà del calzaturiero e delle tessiture del Capo di Leuca, che in alcuni casi fanno i conti con la recessione. La dimensione di queste difficoltà è giunta forte anche ai nostri uffici. Al momento, il welfare sta permettendo di tamponare il problema, garantendo almeno, in alcuni casi, la permanenza della forza lavoro. Le emorragie di personale sono infatti la più grande mazzata per le aziende in crisi: riuscire a mantenere i propri dipendenti fino allo scollinare del periodo nero è vitale”.
La ripresa post pandemica, supportata da fondi istituzionali, per qualcuno ha creato una bolla che ha accentuato il contraccolpo che ora si accusa. Ma Vadrucci non è di questo avviso:
“È vero che fino ad un anno fa parlavamo di nuove assunzioni ed oggi ci lecchiamo le ferite, ma la crisi di determinati settori, come ad esempio quello del lusso, risente più delle tensioni attuali che delle scelte degli anni precedenti. I venti di guerra pesano sull’economia e ne provocano la contrazione. Il presidente Trump manifesta una voglia artificiosa di mettere fine a tutto ciò, senza un vero piano e senza il coinvolgimento delle parti in causa. Va da sé che, finché non c’è calma e tranquillità per le aziende, il domani è incerto. Attendiamo le mosse del nostro Governo, ma anche quelle dell’UE, per capire a cosa andremo incontro”.
GABRIELE ABATERUSSO, SUD SALENTO
Parliamo della Sud Salento srl con il suo responsabile amministrativo, il primo cittadino di Patù Gabriele Abaterusso.
La sua azienda opera con tre stabilimenti, tra Gagliano del Capo, Corsano ed Alessano. Il lavoro passa da una una mono-committenza: una produzione a marchio Gucci, realizzata per conto della titolare del brand, la “famiglia” Kering, multinazionale francese della moda di lusso.
La storica azienda della famiglia Abaterusso ha appena avviato una procedura di licenziamento per 120 dei suoi 335 dipendenti.
“Il Tavolo di crisi della task force regionale sta discutendo la possibilità della cassa integrazione in deroga, ma noi”, spiega Abaterusso, “abbiamo palesato come non faccia al nostro caso, mancando al momento una concreta prospettiva di ripresa. Piuttosto, abbiamo sottoposto il tema dell’aumento del costo degli ammortizzatori sociali a carico dell’azienda, che è quasi quadruplicato. Lo sosteniamo già da 15 mesi e spingerci oltre sarebbe molto rischioso per gli equilibri dell’azienda”.
La manodopera della Sud Salento è impegnata in due tipologie di reparto: taglio ed orlatura; montaggio e finissaggio. “Ci tengo a sottolineare”, continua Abaterusso, “che le difficoltà incontrate interessano unicamente il montaggio ed il finissaggio. Reparti che comunque non saranno dismessi, bensì ridimensionati. Nel 2022, abbiamo aperto degli altri reparti per le fasi di taglio ed orlatura ad Alessano. Qui abbiamo circa cento unità addette che non saranno intaccate dalla procedura di licenziamento”.
Il crollo degli ordinativi tocca infatti i soli reparti di montaggio e finissaggio, che sono passati da un fatturato di 10 milioni nel 2022 agli 8,8 del 2023 fino ad arrivare ai 4,2 milioni del 2024.
Ma Abaterusso ha una sua visione sulla situazione che il settore vive: “Sono fiducioso sul futuro. Nel nostro territorio il lusso e la moda hanno rappresentato e stanno rappresentando un’opportunità di lavoro e benessere per migliaia di lavoratori e famiglie. Penso che alla lunga continuerà ad essere così: quello della moda è un settore particolare, che ci ha abituato da sempre ad alti e bassi. Sicuramente col senno di poi possiamo dire che l’accelerata post Covid è stata eccessiva, ma la crisi ci racconta come tutto il settore del lusso sia difficoltà. Questo dipende sicuramente dalle tensioni globali e dalle novità che hanno interessato mercati come quello cinese e russo”.
Difficoltà sì, ma senza perdere il controllo: “In azienda avevamo optato per la settimana corta: vista la riduzione delle ore di lavoro avevamo chiuso i venerdì. Dalla scorsa settimana abbiamo ripreso a lavorare anche di venerdì, ma sempre con le catene di montaggio ridotte. Mentre ad Alessano i nuovi reparti di taglio e giunteria che avevamo tenuto in fermo prolungato hanno ripreso a pieno periodo”.
Prima di congedarci, un pensiero spontaneo: “Ci tengo a rivolgermi a coloro che perderanno il posto di lavoro. Da anni siamo abituati a fare i conti con una progressione e con l’aumento del lavoro e delle commesse. Una espansione che ci ha dato possibilità di offrire lavoro a molte persone, che sono diventate parte della nostra famiglia. Per noi questo è un momento di grande tristezza da cui ripartiamo prendendo un impegno: non ci accontenteremo del domani e non accetteremo questa condizione. Lavoreremo per restare competitivi e per cogliere la ripresa e le nuove occasioni che si presenteranno sul mercato, per poter tornare a collaborare con quelle persone da cui oggi siamo costretti a separarci”.
(Dopo la pubblicazione del nostro articolo, è giunta in Redazione una nota congiunta dei sindacati sulle procedure di licenziamento in atto. Sindacati che affermano: “Valuteremo con attenzione la procedura, anche alla luce del lavoro straordinario che si sta svolgendo”. Clicca qui per leggere l’articolo)
ANTONIO BRAMATO, OLC
Con l’ingegner Antonio Bramato facciamo il punto dalla prospettiva di OLC, azienda di Specchia che si occupa di costruzioni metalmeccaniche e carpenteria metallica.
“I nostri clienti sono soprattutto venditori di macchine movimento terra. Dalla lavorazione della materia prima sino al pre-assemblaggio ed alla verniciatura, passando per taglio, saldatura, lavorazione meccanica e via discorrendo, tutte le fasi trovano sfogo nella vendita finale, operata dai nostri committenti. Questo mercato è strettamente legato alle costruzioni ed agli appalti pubblici, ma va sé che risenta molto delle vicende internazionali (chiusura dei mercati russo, est europeo e asiatico, unita alla guerra dei dazi)”.
Come vanno le cose in OLC: “Ci aspettavamo una flessione nel settore, per come si è palesata nel 2024, e ci aspettiamo che perduri nel 2025. Il 2026 resta al momento un punto interrogativo. Ad oggi siamo in contratto di solidarietà. Contiamo di recedervi, salvo sorprese, dal prossimo anno. Si lavora a turno, a rotazione sui vari reparti. Non abbiamo avviato procedure di licenziamento, ma (a scadenza) abbiamo perduto i lavoratori a tempo determinato. La stessa normativa, del resto, prevede l’impossibilità di rinnovarli durante il regime di contratto di solidarietà. Con la forza lavoro a disposizione, lavoriamo attualmente all’80%. Prevediamo di riuscire a salire al 95% per agosto. Il nostro è un settore che risente anche della stagionalità: leggera flessione in inverno e ripresa tra primavera ed estate”.
Tavoli tecnici, Governo, Europa come dovrebbero intervenire? “La prima cosa da fare è quella di porre fine all’era dei bonus. Sin dalla pandemia, sono state utilizzate tante misure (dal famigerato Superbonus fino al PNRR) che si sono rivelate tossiche per il mercato. Non fanno che creare pericolose bolle. Se utilizzati male, bonus e incentivi portano ad investimenti sbagliati da cui è impossibile risollevarsi. Molte aziende, anche nostre concorrenti, li hanno utilizzati per nuovi capannoni ed aumento del personale. Investimenti ottimistici (con annessi fatturati drogati) che in breve tempo si sono rivelati distaccati dalla realtà.
Non a caso fino a pochi anni fa era difficile reperire forza lavoro qualificata, mentre oggi queste figure, licenziate altrove, si presentano alla nostra porta da sole”.
Attualità
I sindacati sui licenziamenti della Sud Salento: “Potrebbero fare di più”
In una nota congiunta Filctem Cgil, Femca Cisl e UILTEC promettono di “vigilare e valutare bene la procedura: in questi giorni, operai impegnati in straordinari”
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Dopo il nostro approfondimento sul tema CIG in Salento arriva una nota a firma congiunta delle sigle Filctem Cgil, Femca Cisl e UILTEC, che prendono parola sulla procedura per il licenziamento di 120 lavoratori avviata dalla Sud Salento srl (in foto). La pubblichiamo integralmente qui di seguito.
“La scelta della Sud Salento di Gagliano del Capo di aprire la
procedura per il licenziamento per 120 lavoratori sarebbe
totalmente inaccettabile se non fosse arrivata in un innegabile
momento di profonda difficoltà del TAC (tessile abbigliamento
calzaturiero), più un anno di CIG aziendale trascorsa e, in
particolare, la profonda crisi che da tempo attraversa il settore
calzaturiero, specificatamente per i reparti di montaggio della
calzatura.
L’aggravante ancor più evidente è che l’azienda produce quasi
esclusivamente per il gruppo Kering, con produzioni totalmente in
marchio Gucci e, per gli addetti ai lavori, è conosciuta la situazione
non proprio rosea degli andamenti di vendita di Gucci.
Riteniamo però che sia il marchio (Gucci) e prima ancora l’azienda
che alimenta Sud Salento (Pigini), con l’azienda stessa, debbano
fare uno sforzo ulteriore a ridurre il numero di posti di lavoro che si perderebbero in un lembo d’Italia dove non sarebbe solo alquanto difficile, sicuramente impossibile, ricollocarsi sul mercato del lavoro.
Valuteremo bene la possibile firma dell’accordo con il numero di licenziamenti dichiarati anche alla luce dell’attuale aumento della produzione e, secondo quello che ci riportano i lavoratori, del lavoro straordinario che si sta svolgendo in questi giorni.
Necessita ridurre le unità in esubero e traguardare un affidabile ed
equilibrato rilancio aziendale con una vera negoziazione tra le parti
per non dover ricorrere a enti ed istituzioni esterne (Task Force
Regionale per l’occupazione, ecc.) quali regolatori terzi della difficile
vertenza in atto”.
Alessano
Gli arredi in piazza spaccano Alessano
Lanciata una raccolta firme per chiedere di rivedere l’installazione delle nuove panchine. Il sindaco: “Dialoghiamo, ma…”
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Petizione popolare ad Alessano per richiedere “una piazza priva di barriere ed ostacoli”. L’ha indetta un gruppo di cittadini guidato da Massimo Vasquez Giuliano, Giuseppe Sergi e Maurizio Scalese. Il sabato (mattina e pomeriggio) e la domenica mattina, fino al prossimo 23 marzo, si terrà una raccolta firme per il destino della centralissima piazza Don Tonino. Location della raccolta è la stessa piazza, sotto l’orologio (sul nostro cartaceo, andato in stampa giovedì, è indicata la sede che era stata individuata in prima battuta, ossia il Vescovado. Sede variata dopo ottenimento di autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico).
L’obiettivo dei promotori dell’iniziativa è renderla “esente da rischi e pericoli. Sicura, ospitale, accogliente e inclusiva. Accortamente regolamentata, in modo da favorirne la pubblica fruizione. Una piazza”, continuano i firmatari, “che rispetti la storia che la circonda e la impreziosisce”.
All’attenzione diretta della cittadinanza e del Comune viene portata la presenza dei nuovi arredi urbani ivi installati. “Ne richiediamo la rimozione o, al più, la rimodulazione della loro sistemazione al fine di rendere il tutto più gradevole e meno impattante”. Inoltre, viene proposta l’utilizzo di sistemi alternativi alla regolamentazione del traffico, “come la creazione di una ZTL con apposite telecamere oppure l’installazione di dissuasori automatici a scomparsa che consentano l’attraversamento della piazza a mezzi autorizzati o d’emergenza”.
Il sindaco
Il sindaco di Alessano, Osvaldo Stendardo, non si scompone dinanzi alla richiesta: “Abbiamo accolto la richiesta di dialogo dei firmatari”, ci spiega, “ed incontrato in riunione i commercianti. Abbiamo predisposto anche un incontro sul tema anche con il Comandante della polizia locale e con l’ufficio tecnico, visto che si tratta di provvedimenti di natura più gestionale che amministrativa. Abbiamo, insomma, rassicurato i promotori sul fatto che avremmo preso in considerazione ogni eventuale criticità. Era stato richiesto l’utilizzo dell’ufficio anagrafe per la raccolta firme, ma non è possibile chiaramente tenerlo aperto nei giorni festivi, pertanto avevamo suggerito la collocazione in piazza, con l’autenticazione a cura di un consigliere comunale. La petizione è un atto di democrazia, ma ci stupisce, a questo punto, vedere che nonostante quanto detto la raccolta firme continui”.
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